La nostalgia è un sentimento nobile, ma non può diventare un rifugio

EDITORIALE – Spesso la nostalgia ci riporta al passato, ad oggetti , abitudini e sentimenti del tempo che fu, a quando si stava meglio…anche quando si stava peggio!

Tanti i ricordi: la televisione in bianco e nero, Carosello, la Cinquecento. E poi aspettare l’arrivo di una lettera, scrivere la risposta!

Erano gli anni ’50 quando a Lauria comparve il primo televisore, che faceva bella mostra di sé nella vetrina del negozio di Vincenzo Ielpo, in piazza Viceconti.

A un certa ora del pomeriggio lo schermo s’illuminava e, come per magia, comparivano i protagonisti dei programmi trasmessi da un solo canale. 

Ricordo l’assembramento davanti alla vetrina: noi bambini,  in prima fila, e gli adulti dietro.

Il giovedì il pubblico era molto numeroso: andava in onda “Lascia o raddoppia” con l’indimenticabile Mike Bongiorno, che suscitava grande partecipazione ed entusiasmo. 

Successivamente altri televisori comparvero nei bar, nei cinema e in altri luoghi di aggregazione. Solo alla fine degli anni ’60 il televisore fece la sua comparsa nelle abitazioni. Si aprì una vera e propria finestra sul mondo!

All’inizio erano poche, tuttavia, le famiglie che potevano permettersi di acquistarlo. Ebbe larga diffusione quando il costo diventò più accessibile al ceto medio della popolazione.

L’apparecchio, ingombrante, con la cornice in plastica nera o in legno e con numerose manopole, troneggiava al centro della vita familiare. Era situato su un mobile di legno o su un carrello di vetro. Non mancava mai un soprammobile con la lucina incorporata per permettere, a luce spenta nella stanza, di avere la visione ideale.

Nel 1961 arrivò il secondo canale e nel 1979 il terzo. La TV a colori debuttò il 1° febbraio 1977.

Ricordo con nostalgia alcuni grandi sceneggiati: “I promessi sposi”, “I miserabili”, “La Cittadella”, “Il mulino del Po”, “L’Odissea”.

E’ vivo nella memoria collettiva il ricordo di “Carosello”, un programma che presentava piccoli filmati comici seguiti da messaggi pubblicitari. Indimenticabili i siparietti e la musica d’introduzione”.

I bambini aspettavano Carosello, non potevano perderlo. Dopo, però, i genitori dicevano la storica frase: “E’ finito Carosello, ora si va a nanna!”.