EDITORIALE – La nostra bella Villa Comunale, al centro di Lauria, potrebbe essere un meraviglioso eden, un fiore all’occhiello per la nostra città. Ma, purtroppo, non è così!
Sono tanti gli aspetti da curare e le peculiarità da valorizzare, a incominciare dagli alberi, maestosi, che andrebbero potati nella stagione più adatta. Le aiuole, aride e incolte, non sono un bel vedere. Lungo i viali: sterpi, rami divelti, aghi di pino ostacolano una normale e distensiva passeggiata . Attualmente, dopo le abbondanti piogge, vicino ai giochi per i bimbi c’è un laghetto: le griglie sono intasate e l’acqua non riesce a defluire.

Eppure una volta non era così! In passato abbiamo assistito a vari lavori di ristrutturazione sempre tesi al miglioramento di un luogo della nostra città tanto amato e per il quale i nostri antenati si sono adoperati con senso civico e con passione per renderlo oltremodo attrattivo e accogliente. Un nome per tutti: mio zio Domenico Di Giorgio (Beato).
La nostalgia è un sentimento che assale l’animo indipendentemente dalla nostra volontà: è desiderio di ritornare a luoghi, momenti e stati d’animo passati.
La bella poesia “Villa, paradiso perduto”, scritta dall’amico Pino Papa, ne è testimonianza.
Villa, paradiso perduto
Su una panchina ( di pietra o di legno? )
in villa penso a tutta la mia vita …
alle corse di un piccolo nel regno
delle fate, tra la siepe fiorita
e la tonda fontana dal disegno
a mosaico … e all’aria svanita
di un padre che non sa darsi un contegno
nel guardare la figlia divertita
venir giù dallo scivolo a casetta …
ad un prof. in pensione che sol vede
le forme del bel posto tanto amato,
ridotto a un eden spoglio e malandato.
Il tempo per me e per la villa in fretta
è passato ed indietro non recede.









































