La nostra Pasqua ‘blindata’… ma i pensieri non sono mai stati così liberi

EDITORIALE – La frittata di Pasqua in famiglia, gli abbracci del sabato sera post messa e le “mezze organizzazioni” mai definitive e chiare sulla Pasquetta.

Sono i rituali che mancano, ma che continuano ad appartenerci nei cuori e nelle menti di ognuno di noi, consapevoli che tutto ciò tornerà. E’ solo “un anno messo in pausa”.

E’l’atmosfera di chi vive gli affetti in modo attento, partecipato e quasi spasmodico, perché la Pasqua è sempre stata così, tre giorni in cui mettevamo lo stop a frenesie, velocità quotidiane o pensieri dovuti al lavoro o allo studio.

Ed ecco che oggi questa nostra Santa Domenica definita da più fonti e voci “blindata”, non ci spinge solo a volgere lo sguardo verso le attenzioni rivolte a noi stessi e a chi ci è più vicino. Perché in questo tempo difficile siamo tutti un po’ infermieri, tutti un po’ dottori, tutti un po’ lavoratori in prima linea o familiari di persone che non conosciamo e che stanno lottando.

Siamo chiusi solo fisicamente nelle nostre case, ma i nostri cuori e pensieri non sono mai stati così liberi come in questa Pasqua, vicini ad ogni protagonista di questo tempo.

Ognuno di noi ha il suo pensiero fisso, il mio va ai miei nonni, persi in questi ultimi due anni proprio nella settimana Santa ma ora più vicini che mai, e ci sono i pensieri di chi ha un parente, un figlio lontano dagli affetti e dal calore familiare di questi giorni.

Stiamo solo coltivando un tempo in cui la gioia lascerà lo spazio alla tristezza, vivremo la resurrezione e la voglia di tornare a viverci.

Torneranno le frittate, le pasquette organizzate a metà e gli abbracci sui nostri viali, stiamo lottando e ce la faremo, con responsabilità e gioia.

Auguri di Buona Pasqua a tutti voi

(Foto, Pro loco Maratea)

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