Di Cesare Albanese (avvocato e sindaco di Maratea)
MARATEA (PZ) – Lo scorso 19 giugno, insieme ai colleghi Sindaci dell’Unione dei Comuni del Lagonegrese, ho partecipato al secondo incontro, dopo quello del 21 febbraio 2025, tenutosi a Lauria, convocato dall’Assessore regionale alle infrastrutture, Avv. Pasquale Pepe, con rappresentanti di RFI (proponente/committente), ITALFER (progettazione), ANAS e Provincia di Potenza (proprietari delle arterie stradali interessate dal cantiere), per esaminare l’evidente impatto che il cantiere dell’Alta Velocità – sulla tratta Padula-Praia a Mare – avrà sulla S.S. n. 585 e sulla viabilità secondaria, provinciale e comunale.
Si sta per concludere la conferenza di servizi di approvazione del progetto di questa tratta, avviata a febbraio 2024 (sic!), che prevede una doppia galleria da Padula a Praia a Mare, con un’unica interruzione ed un attraversamento all’aperto di circa 2,5 km nel comune di Rivello, dove verrà impiantata la gran parte del cantiere e su cui convergeranno, utilizzando la S.S. n. 585, tra i 300 ed i 500 camion al giorno, con evidenti ripercussioni per l’intera Valle del Noce e l’alto tirreno cosentino. E ciò senza considerare i camion che saliranno dal cantiere di Praia a Mare. In Basilicata non è prevista la realizzazione di nessuna nuova stazione.
Francamente, dopo il primo incontro, avvenuto 4 mesi prima, mi sarei aspettato un segnale concreto di attenzione alle problematiche che erano emerse in quella sede. Già durante la prima riunione, infatti, avevamo espresso le nostre perplessità sulla cantierizzazione dell’opera ed al secondo incontro ci aspettavamo quantomeno delle proposte di ipotetiche soluzioni. Abbiamo dovuto assistere, invece, alla solita sfilza di rassicurazioni, trasformatesi velocemente in meri tentativi di rassicurare, perché i sindaci, che conoscono bene il proprio territorio e che, manco a farlo apposta, in quegli stessi giorni avevano dovuto subire file chilometriche sulla S.S. n. 585, a causa di un unico semaforo, in brevissimo tratto, nei pressi di Rivello, ben sanno che, senza reali soluzioni alle problematiche emerse, non c’è da stare tranquilli.
Da un lato, ci hanno parlato di strategicità dell’opera, di accorciamento dei tempi e di vicinanza delle nuove stazioni alla popolazione della valle, dall’altro, abbiamo spiegato che una stazione di AV a Praia a Mare o a Buonabitacolo non cambierà molto le abitudini dei cittadini della nostra valle, che da sempre utilizzano il treno partendo da Maratea e da Sapri e dovranno subire le inevitabili ripercussioni sull’unica vera via di accesso all’intera Valle del Noce ed all’alto tirreno cosentino.
Nel mio intervento ho esternato il mio disappunto, per l’approccio assolutamente superficiale (Anas ha comunicato davanti a noi ad RFI le gravi problematiche che affliggono i viadotti della SS n. 585 e noi stessi siamo stati coinvolti solo perché lo abbiamo chiesto a gran voce ad inizio 2025) e tutto il mio scetticismo circa il rispetto dei tempi e la gestione delle numerosissime criticità che sorgeranno durante l’esecuzione dei lavori, anche in considerazione dell’esperienza marateota sia sulle gallerie di Acquafredda che sul bypass di Castrocucco.
La S.S. n. 585 non può essere trasformata in una pista di cantiere senza valide soluzioni a garanzia della viabilità.
Se, da un lato, è vero che non possiamo opporci alla realizzazione di questa grande opera o, meglio, che non sarebbe politically correct opporsi, dall’altro, è altrettanto vero che se i tempi di percorrenza della S.S. n. 585 dovessero diventare biblici e tali permanere per un decennio, unitamente alle inevitabili ripercussioni in termini di immissioni di polveri, smog e rumore che deriveranno dal cantiere, è chiaro che la nostra industria turistica andrebbe in malora. Non possiamo consentire che ciò accada, soprattutto in territori – il lagonegrese e l’alto tirreno – dove il turismo è l’unica risorsa disponibile, non solo per lo sviluppo futuro ma per la nostra stessa sopravvivenza.
Per il momento rimaniamo in attesa del prossimo incontro, al quale porteremo anche una serie di proposte volte a cercare di attenuare i disagi, consapevoli, però, della grande responsabilità di dover tutelare fino in fondo un patrimonio naturale di straordinario valore, anche turistico, che non è sacrificabile.










































