La voce che portò gli italiani a sognare gli States: addio al grande Fred Bongusto

EDITORIALE – La sua ultima apparizione pubblica è datata 22 aprile 2013 e l’evento è il concerto in ricordo del grande amico Franco Califano. In quell’ occasione, Bongusto, cantò il brano “Questo nostro grande amore”, scritto da lui per il ‘Califfo’.

Si è spento questa notte, all’età di 84 anni, uno dei massimi esponenti della canzone “confidenziale” italiana, quel Fred Bongusto (all’anagrafe Alfredo Antonio Carlo Buongusto), che con la sua voce calda e rauca, ha fatto sognare e cantare numerose generazioni.

In perfetta linea con la moda degli anni 60, Bongusto, da Campobasso, iniziò la sua carriera reinterpretando, insieme ai suoi “4 Loris”, i grandi successi anglosassoni in lingua italiana. Nel 1962 arrivò alla ribalta della scena nazionale con la sua “Bella Bellissima”, ma è due anni dopo che Fred si lega per sempre nell’Olimpo della musica italiana, con la sua “Rotonda sul mare” che poco tempo dopo entrò anche nella colonna sonora di Vaghe stelle dell’Orsa… di Luchino Visconti.

Sempre negli anni Sessanta, Bongusto partecipò ad alcuni film musicali e si dedicò all’arrangiamento di colonne sonore per il cinema (in tutta la sua vita ne realizzò alcune decine). Fred continuò comunque a cantare anche in seguito, per esempio partecipando ad alcune edizioni del Festival di Sanremo durante gli anni Ottanta.

I suoi modelli artistici erano Gershwin, Luis Armstrong e Nat King Cole. Fu amico e collaborò anche col grande jazzista Chet Baker. Era da tempo malato, ma ciò che più lo angustiava era la perdita quasi totale dell’udito, la cosa peggiore che, a un cantante o a un semplice amante della musica, possa capitare.

E’ stata la voce di mille innamoramenti, di anni in cui bastava ascoltare il suo timbro per sentirsi catapultati in qualche sobborgo di New York, o per meglio dire “Detroit”. Il suo “dualismo romantico” col suo amico e rivale Peppino di Capri, culminata poi in una serata dell’agosto 1995 nel porto di Santangelo a Ischia, dove Bongusto dette fondo a tutto il suo vasto repertorio romantico: Amore fermati, Tre settimane da raccontare (night patinato), Sei bellissima, Indifferentemente, Frida, Non Dimenticar e, in duetto con Di Capri,  When I fall in love di Nat King Cole, punto di riferimento comune dei duellanti.

Ci lascia un mito esemplare di discrezione e maestria, mai sopra le righe, in perfetta sintonia e armonia come solo i grandi “crooners” sanno fare.