Lagonegro, demolizione di alcune opere abusive. Dalle opposizioni la richiesta urgente di un consiglio comunale

LAGONEGRO (PZ) – Questa mattina, 13.04.2022, i Consiglieri Comunali Santarsenio, Buldo, Brigante e Iannibelli hanno inviato a mezzo PEC la richiesta urgente di convocazione della massima assise comunale per trattare l’esame dell’incompatibilità della Sindaca Maria Di Lascio ai sensi dell’art 63 TUEL. Con ordinanza n° 9 del 07.04.2022 il Dirigente dell’Area Tecnica ha ordinato alla Sindaca Maria Di Lascio la demolizione di alcune opere edili abusive in seguito al sopralluogo effettuato in data 31.03.2022.

“Nello stigmatizzare che anche in questa vicenda si registra “la consegna del silenzio” dell’intera maggioranza DI Lascio, nessuno ha sentito il dovere di rappresentare ai cittadini una vicenda che ancor prima che amministrativa/urbanistica ha un notevole peso politico: il Sindaco di Lagonegro è oggetto di una contestazione personale per abusi edilizi, si è visto notificare la conseguente ordinanza di demolizione e restano fatti salvi ed impregiudicati i conseguenti ulteriori provvedimenti”, si legge in una nota diramata dai gruppi di opposizione.

Entrambi i gruppi di minoranza nell’augurarsi che il Consiglio Comunale sia convocato e tenuto in tempi rapidissimi e non si aspetti l’ultimo giorno utile, come sempre avvenuto in passato, chiederanno alle autorità competenti di attivarsi con solerzia per evitare che la comunità di Lagonegro sia trascinata dalla Sindaca e dalla sua maggioranza in una vicenda amministrativa / legale su una contestazione di abusi edilizi.

“Il rispetto delle Istituzioni, l’etica politica ed il senso civico di chi indossa la fascia tricolore quale Sindaco pro-tempore di Lagonegro imponevano alla Sindaca Maria Di Lascio le dimissioni l’istante successivo la notifica dell’ordinanza n° 9 del 07.04.2022. Ci auguriamo che non sia anche questa volta l’occasione da parte di tutta la maggioranza Di Lascio di voler mettere polvere sotto il tappeto!”, concludono i consiglieri di minoranza Giovanni Santarsenio, Anita Buldo, Antonio Brigante e Concetta Iannibelli.

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