LAGONEGRO (PZ) – “Non c’è alcuna democrazia sotto attacco, ma un potere che chiede protezione evitando il confronto”. È la posizione espressa da Concetta Iannibelli, consigliera comunale di opposizione a Lagonegro, che interviene nel dibattito politico scaturito attorno alla vicenda delle demolizioni e alla manifestazione pubblica convocata nei giorni scorsi.
Secondo Iannibelli, il nodo della questione non riguarda la difesa della democrazia, ma responsabilità pubbliche che affondano le radici nel passato. La consigliera richiama in particolare gli anni Ottanta, sostenendo che già allora vi fossero poteri e strumenti per intervenire contro la realizzazione di immobili abusivi. “Le leggi esistevano anche in quel periodo – afferma – e qualcuno scelse di non intervenire. È lì che si è prodotto il vero danno”.
Nel suo intervento, Iannibelli sottolinea la necessità di distinguere il piano umano da quello istituzionale, evidenziando come la vicenda non debba essere letta in termini personali, ma di responsabilità amministrative. A suo giudizio, l’epilogo avrebbe dovuto offrire “un esempio chiaro e inequivocabile” sul rispetto delle regole.
La consigliera critica inoltre alcune scelte adottate dall’amministrazione comunale negli ultimi mesi, definendo “politicamente rilevante” la decisione del Comune di non costituirsi in giudizio nei ricorsi al TAR contro le ordinanze di demolizione. Una scelta che, secondo l’esponente di opposizione, avrebbe indebolito l’istituzione e alimentato la percezione di un’applicazione diseguale delle regole.
Iannibelli contesta anche il clima politico che si è venuto a creare in città, sostenendo che l’attuale gestione amministrativa non abbia favorito l’unità della comunità. “È un fatto politico – afferma – che la città oggi appaia divisa, tra schieramenti e contrapposizioni, anziché unita da un’assunzione di responsabilità condivisa”.
Nel suo intervento, la consigliera richiama infine un precedente caso di abuso edilizio che coinvolse una famiglia di Lagonegro, conclusosi in tempi rapidi con la demolizione degli immobili, senza che – ricorda – si levassero proteste o appelli pubblici. Un elemento che, a suo avviso, rafforzerebbe l’idea di un “doppio standard” nel trattamento delle vicende analoghe.
“Esprimere un punto di vista critico – conclude Iannibelli – rientra pienamente nel ruolo di un consigliere comunale di opposizione e nel corretto esercizio del confronto democratico”.
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