L’ANAC bacchetta le amministrazioni non trasparenti

EDITORIALE – Francesco Merloni, il Presidente f.f. dell’ANAC (l’Autorità nazionale Anticorruzione), lo scorso 1° luglio ha diramato un comunicato stampa richiamando le amministrazioni e gli Organismi Indipendenti di Valutazione (OIV), in quanto soggetti tenuti ad attestare l’avvenuta pubblicazione dei dati, al puntuale rispetto della normativa in materia di apertura dei dati e di indicizzazione delle pagine contenute nella sezione “Amministrazione trasparente”.


In sintesi, l’invito alle PP.AA è che tutti i contenuti da pubblicare per la trasparenza debbano anche essere necessariamente indicizzati dai motori di ricerca.
In effetti da tempo, tante pubbliche amministrazioni -con il pretesto della privacy- hanno adottato la malsana prassi di utilizzare filtri che hanno lo scopo di impedire l’indicizzazione dei documenti e dei dati. In questo modo, però, i documenti pur risultando formalmente pubblicati non possono essere trovati con i motori di ricerca.


È questo il motivo per cui, per la prima volta, alle Amministrazioni -oltre ad essere richiesta la dichiarazione della integrale pubblicazione dei contenuti previsti per legge- è sollecitato anche di attestarne la regolare indicizzazione.


L’ANAC ha rammentato che, ai sensi dell’art. 9 del d.lgs. 33/2013, le amministrazioni non possono disporre filtri e altre soluzioni tecniche atte ad impedire ai motori di ricerca web di indicizzare ed effettuare ricerche all’interno della sezione “Amministrazione trasparente”, in quanto l’utilizzo di filtri o soluzioni similari, impedendo la ricerca e il riutilizzo delle informazioni, oggetto di pubblicazione obbligatoria, è contrario al perseguimento degli obiettivi generali della trasparenza amministrativa.


Inoltre, si sottolinea nel comunicato stampa che, ai sensi dell’art.7 del citato decreto legislativo n. 33/2013, in materia di riutilizzabilità dei dati, i documenti, le informazioni e i dati oggetto di pubblicazione obbligatoria ai sensi della normativa vigente, resi disponibili anche a seguito di accesso civico, devono essere pubblicati in formato di tipo aperto ed essere riutilizzabili ai sensi del decreto legislativo 24 gennaio 2006, n. 36, del decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82, e del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196, senza ulteriori restrizioni diverse dall’obbligo di citare la fonte e di rispettarne l’integrità.


L’Autorità ha, infatti, ricordato che in virtù della delibera n. 213/2020 si richiede agli OIV un’attestazione generale riguardo l’assenza di filtri e/o altre soluzioni tecniche atte a impedire ai motori di ricerca di indicizzare ed effettuare ricerche all’interno della sezione “Amministrazione/Società trasparente”.


Francesco Merloni è Presidente f.f. dell’Anac dal 24 ottobre 2019, nato a Roma nel 1947, Professore ordinario di Diritto Amministrativo presso l’Università di Perugia dal 1990 al 2015; fra i vari incarichi assunti nella sua lunga carriera è stato fra l’altro componente, insieme a Raffaele Cantone, della commissione ministeriale che nel 2012 portò all’elaborazione della legge anticorruzione n. 190 (cd. legge Severino).


L’ANAC è un’autorità amministrativa indipendente la cui missione istituzionale è individuata nell’azione di prevenzione della corruzione in tutti gli ambiti dell’attività amministrativa.
L’attività di ANAC si esplica attraverso la vigilanza su vari fronti: applicazione della normativa anticorruzione e rispetto degli obblighi di trasparenza, conferimento degli incarichi pubblici, conflitti di interesse dei funzionari, affidamento ed esecuzione dei contratti pubblici.
L’ANAC è organo collegiale composto dal Presidente e da quattro componenti scelti tra esperti di elevata professionalità, anche estranei all’amministrazione, con comprovate competenze in Italia e all’estero, sia nel settore pubblico sia in quello privato, di notoria indipendenza e comprovata esperienza in materia di contrasto alla corruzione.


Si allega il comunicato stampa.