Il valore di una vita dedicata allo sport non si misura soltanto nei trofei in bacheca, ma nella capacità di lasciare un’impronta capace di sopravviverci. A due anni esatti dalla scomparsa di Domenico Forestieri, figura storica del Club Atletico Lauria e punto di riferimento per l’atletica e lo sport lucano, il vuoto resta enorme. Eppure, basta guardare il movimento che si è riacceso sul territorio per capire che la sua battaglia più importante non è andata persa. Domenico, per tutti “Zazzà”, non era semplicemente un allenatore. Era uno di quegli uomini d’altri tempi che vedevano nello sport un formidabile strumento di riscatto sociale, una scuola di vita prima che di cronometri. Sapeva guardare i ragazzi negli occhi, ne capiva le fragilità e sapeva spingerli oltre i propri limiti, sul rettilineo così come nelle sfide di tutti i giorni. La sua non era un’ambizione personale, ma una generosità viscerale che lo portava a consumare i pomeriggi al campo, consapevole che ogni giovane portato a varcarne i cancelli fosse la vittoria più grande da festeggiare. Chi lo ha conosciuto ricorda bene quel suo modo unico di stare in pista. Si sedeva solitamente su una sediolina sistemata proprio sulla linea del traguardo, le gambe accavallate e l’immancabile cronometro in mano. Non servivano grandi sceneggiate: bastava quella sua voce, flebile ma allo stesso tempo potente, capace di farsi sentire anche sopra il rumore delle scarpe chiodate. Un misto di autorità e protezione che lo rendeva un punto di riferimento assoluto per tutti, atleti e famiglie.Per molti ragazzi è stato un secondo padre, un custode discreto dei loro sogni adolescenziali, uno che insegnava a rialzarsi dopo una brutta caduta prima ancora che a perfezionare la tecnica di corsa. Ecco perché la realizzazione del nuovo anello del Campo Scuola “Giuseppe Pastoressa” era molto più di un obiettivo tecnico: era il grande sogno della sua vita. Una promessa ai giovani che Domenico ha inseguito per anni superando ostacoli burocratici, ritardi e lunghi mesi di chiusura per ristrutturazione. Quel traguardo, che a lungo era sembrato quasi inarrivabile, è diventato finalmente realtà il 30 novembre 2024. Una giornata indimenticabile per Lauria. Domenico non ha fatto in tempo a vederlo completato, ma ogni metro di quell’anello oggi porta la sua firma invisibile. È da lì che è partita la rinascita di un intero movimento, capace di rimettere Lauria al centro della mappa sportiva. Questa rinascita oggi cammina su gambe solide grazie a un ideale e naturale passaggio di testimone: la guida del Club è infatti passata nelle mani del figlio Tiziano. Raccogliere un’eredità così pesante non era facile, ma Tiziano ha saputo trasformare il ricordo in azione, portando avanti la stessa visione del padre con dedizione e lo sguardo rivolto al futuro dei giovani atleti.Ulteriori segnali di questo risveglio sono poi arrivati uno dopo l’altro. Prima con l’energia della StraLauria lo scorso mese di giugno, poi il 10 agosto con il ritorno della Maxistaffetta, giunta alla diciassettesima edizione. Cento atleti in pista, un entusiasmo contagioso sugli spalti e un’emozione profonda: il primo “Memorial” dedicato a Vito Sisinni, un altro gigante che ha fatto la storia di questa comunità. Ricordare Domenico, del resto, significa riannodare i fili di una storia che si intreccia inevitabilmente con quella di Vito, che ha condiviso con Forestieri la stessa idea di sport pulito e formativo. I loro volti impressi insieme nel grande murales all’ingresso dell’impianto sono lì a ricordarcelo, come due fari per le nuove generazioni. La stagione dell’atletica lauriota, però, ha ancora molto da dire. Il prossimo 9 settembre i riflettori si accenderanno sul Sabia Day, un meeting di livello nazionale che richiamerà atleti da tutta Italia. Sarà un pomeriggio di sfide vere e la conferma che il Club Atletico Lauria è tornato a fare le cose in grande. Mister Zazzà ripeteva sempre che i risultati arrivano solo con il sudore quotidiano e il sacrificio. Lauria ha sofferto e ha aspettato, ma adesso ha finalmente ripreso a correre. E sta andando veloce, esattamente come voleva lui.
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