Lauria, Ferragosto e il richiamo delle radici: il ritorno degli emigrati tra memoria, fede e tradizioni

EDITORIALE – Ferragosto: una festività molto sentita dagli italiani. Oltre a essere una festa religiosa (si ricorda il dogma dell’assunzione della Vergine Maria i cielo, proclamato nel 1950 da papa Pio XII) è anche una festa popolare, delle vacanze estive e delle gite all’aperto. Sono tanti i cittadini che avvertono il bisogno di staccare la spina dalla routine quotidiana, di fare un viaggio, di tornare nei propri paesi natii.

Anche il mio paese, Lauria, nei giorni di ferragosto cambia aspetto: le strade e le piazze, quasi sempre deserte e silenziose, si riempiono di gente nuova, ma non sconosciuta. A volte a stento si riesce a riconoscere un viso segnato dalle rughe e incorniciato da una chioma bianca, che riporta al ricordo di persone emigrate al Nord nel fiore dei loro anni. Il dubbio a volte ci blocca, ma bastano uno sguardo, un sorriso, il tono della voce perché un incontro si trasformi in un abbraccio e nella gioia di rivedersi e di raccontarsi. 

Per gli emigrati rimane sempre forte il richiamo alle proprie radici, il legame con i propri luoghi del cuore. Irrinunciabile è la scampagnata nelle zone rurali, tra i nostri monti ricchi di vegetazione e di bellezze  paesaggistiche uniche e spettacolari.

La poesia di Pino Papa, in dialetto e in italiano, ne è testimonianza.  

     Cu: sólë i Sërinụ mbróndë

     Pë mmast’Andòniụ cchë pprìụ turnà

a Lla(g)urìa addóvë s’è ppaššụtụ!

Da quarand’annë è gghiụtụ a ffatë(g)à

a Mmëlanụ, ma (g)è ssèmbë vënụtụ

     a Ssërinụ p’A(g)óstụ pë ssë stà

cu la ggèndë ca pë (g)annë à:nụ accutụ.

E cca: nịglia c’à avụtụ a scardazzà,

vị(d)ë stu sólë còmë l’è ppiaciụtụ,

     pë jì a stà u: la(g)ụ Rèmmụ cu l’amicë,

nu (g)ulìụ ammucciatụ n  annụ sanụ,

ca sólụ a mminz’A(g)óstụ l’à ppassatụ …

     Cu ffigli e ppu nëpótë ngavalicë

cu pènza a qquịdda nịglia nda Mëlanụ

e a lë patrụnë c’à:nụ carpësatụ!

Con il sole di Sirino in fronte

     Che gioia per mastr’Antonio tornare

a Lauria  dove si è nutrito crescendo!

Da quarant’anni è andato a lavorare

a Milano, ma è sempre venuto

     per Agosto a Sirino per starsene

con le persone che lo hanno accolto per anni.

E con la nebbia in cui ha dovuto rovistare come fosse terra,

come gli è piaciuto vedere questo sole,

     per andare a stare al lago Laudemio con gli amici, 

un desiderio nascosto per un intero anno,

che soltanto a Ferragosto gli è passato …

     Con figli e poi nipoti a cavalcioni sulle spalle

chi pensa a quella nebbia di Milano

e ai padroni che lo hanno calpestato!

Per noi laurioti irrinunciabile è anche, a ferragosto, partecipare ai riti religiosi e alle saghe paesane che si svolgono presso il santuario della Madonna Assunta e sul Colle Armo. Ripercorrendo i caratteristici vicoletti del quartiere Cafaro, un sosta è di obbligo alla casetta del Beato Domenico Lentini. Anche per mamma Giovannina la sosta nella casetta ha rappresentato un momento di silenzio e di raccoglimento nella preghiera. 

Pubblicità