Lauria saluta Salvatore Esposito, l’ultimo passaggio davanti alla sua AIAS tra gli applausi di dipendenti e familiari

LAURIA (PZ) – Un lungo applauso, ripetuto più volte, per accompagnare il suo ultimo passaggio davanti a quella struttura alla quale aveva dedicato una parte importante della propria vita. È stato un momento carico di commozione quello vissuto davanti alla sede dell’AIAS di Lauria, dove i dipendenti hanno voluto rendere omaggio a Salvatore Gaetano Esposito, scomparso nei giorni scorsi.
A ricordarne la figura e il lungo percorso professionale e umano sono i figli Giuseppe, Gianluca e Francesco Esposito, che hanno ripercorso una vita segnata dall’impegno nella scuola, dall’attenzione all’inclusione e dalla vicinanza alle persone più fragili.
Nato a Lagonegro nel 1932, Salvatore Esposito iniziò giovanissimo la propria attività come maestro, continuando parallelamente gli studi. La preparazione, l’impegno e la dedizione all’educazione lo portarono, ancora in giovane età, a diventare direttore didattico e successivamente, negli anni Settanta, Ispettore della Pubblica Istruzione. Alla carriera scolastica affiancò anche l’insegnamento della pedagogia speciale presso l’Università degli Studi di Salerno.
Proprio negli anni Settanta, in una fase cruciale per il sistema scolastico italiano, Esposito partecipò, su incarico ministeriale, all’avvio della nuova figura dell’insegnante di sostegno, contribuendo alla formazione dei docenti specializzati e alla vigilanza delle scuole di specializzazione. Un impegno che lo vide protagonista di quel percorso destinato a segnare profondamente l’evoluzione della scuola verso un modello maggiormente inclusivo.
La sua carriera professionale si concluse con il raggiungimento del grado di massimo dirigente dei servizi ispettivi del Ministero della Pubblica Istruzione. Ma il pensionamento non segnò la fine del suo impegno.
Consapevole della carenza sul territorio di operatori qualificati nel campo della riabilitazione, Esposito promosse infatti una scuola triennale di psicomotricità, contribuendo direttamente alla formazione delle figure professionali necessarie e ponendo così le basi per la nascita e lo sviluppo di servizi riabilitativi sul territorio.
Da quella visione prese forma anche la fondazione dell’AIAS Sezione di Lauria, centro di riabilitazione che Esposito guidò per decenni con passione e dedizione, facendone un punto di riferimento per numerose famiglie.
Ed è proprio davanti alla “sua” AIAS che si è consumato uno dei momenti più intensi dell’ultimo saluto. Dopo l’omaggio tributato anche in chiesa, i dipendenti hanno voluto che il feretro passasse davanti alla struttura per rivolgere al fondatore un ultimo gesto di riconoscenza.
«I ragazzi, dipendenti dell’AIAS, oltre che in chiesa hanno voluto fare un omaggio a papà e quindi lo abbiamo fatto passare dall’AIAS», raccontano i figli. Ad accoglierlo, un applauso lungo e commosso, ripetuto più volte e durato diversi minuti.
Un saluto che va oltre il momento del commiato e restituisce il senso dell’eredità lasciata da Salvatore Esposito: una vita spesa per l’educazione, l’inclusione, la riabilitazione e la dignità delle persone più fragili.
Un applauso che, come sottolineano i figli Giuseppe, Gianluca e Francesco, racconta una vita intera.

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