Laurita Ielpo: il ricordo di un’amicizia e di un tempo che vive nel cuore

EDITORIALE – La dipartita della cara Laurita  Ielpo mi ha indotto a un nostalgico viaggio della memoria, riaccendendo antichi ricordi. 
Le nostre famiglie abitavano nello stesso quartiere Casaletto del Rione Superiore di Lauria: la mia al terzo piano di una palazzina INA Casa e la sua in un’abitazione a piano terra, alla quale si accedeva lungo un’ampia gradinata abbellita lateralmente da aiuole sempre fiorite. Le abitazioni, vicinissime e dirimpettaie, ci permettevano di comunicare a distanza, a voce o con gesti, per prendere accordi e programmare le nostre giornate. A quei tempi non c’erano i cellulari, ma era forte e sentito il piacere di stare insieme, di condividere le esperienze quotidiane, di sognare e fantasticare sul nostro futuro. 
Le sorelle Laurita e Adele erano coetanee e amiche di mia sorella Lina, più grande di me. Io ero la loro mascotte, che cercava di imitare, estasiata, ogni loro gesto o comportamento. Mi riempivo gli occhi della loro bellezza, della loro eleganza, di quel loro modo di gesticolare, di ridere, di camminare. Entrambe alte e slanciate, erano diverse fisicamente e caratterialmente. Laurita incarnava una bellezza raffinata,  eterea, dai lineamenti perfetti e dallo sguardo languido e dolce. Anche nel modo di parlare si distingueva per il modo di esprimersi in maniera calma e pacata. Vestiva sempre in maniera sobria ed elegante. 
Adele, bellissima anche lei, era più vivace ed esuberante, molto attiva e arguta. La sua presenza implicava momenti di pura allegria, di risate e di battute divertenti. Ammiravo il suo modo di vestire: amava abiti dal busto attillato e dalle gonne ampie e svasate, che mettevano in risalto il suo fisico perfetto. 
Non era facile per me intrufolarmi tra Laurita, Adele e mia sorella Lina. Ma quando ci riuscivo per me era una gioia. Ricordo interi pomeriggi trascorsi a casa loro, affettuosamente accolte, mia sorella e io, da nonna Adele e da nonno Vito. Mamma Fifina e papà Saverio erano sempre impegnati nella gestione del negozio in via Olmo.
Poi arrivarono i primi amori e mi toccava ascoltare i loro discorsi accorati sulle loro scelte non sempre facili, sugli inevitabili dispiaceri e delusioni, sulla gioia di un incontro tanto atteso o inaspettato. 
Il tempo corre veloce, portando con sé i nostri sogni e le nostre speranze, la nostra stessa vita! Rimane indelebile il mio ricordo di Laurita: persona dotata del sentimento della bontà, che, intesa nel senso più alto del suo significato, si traduceva in affabilità, benevolenza e mitezza d’animo. Un’altra sua caratteristica era la gentilezza, che si manifestava in espressioni di garbo e di cortesia, di generosità, di empatia e di altruismo.

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