Lavello, il gruppo consiliare SiAmo Lavello prende le distanze dalle parole del sindaco: “Città mafiosa? Affermazioni gravi”

LAVELLO (PZ) – Il gruppo consiliare di opposizione SiAmo Lavello interviene con una nota dura sulle recenti dichiarazioni del sindaco Pasquale Carnevale apparse sui social network, prendendo nettamente le distanze da un clima di scontro ritenuto “non costruttivo” e condannando le affermazioni secondo cui Lavello sarebbe una città caratterizzata da “mafiosità diffusa”. I consiglieri annunciano inoltre la richiesta di convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio comunale dedicata al tema.

Al centro della polemica l’ultimo post Facebook del primo cittadino, pubblicato in risposta a un contenuto della pagina “Lavello nel Cuore”. Secondo il gruppo di minoranza, l’episodio rappresenta l’ennesimo segnale di una degenerazione del dibattito politico locale, che avrebbe ormai raggiunto “il livello più basso degli ultimi anni”. Pur riconoscendo che i social abbiano modificato le modalità del confronto pubblico, i consiglieri ritengono “un errore continuare ad affidare a queste piattaforme discussioni di tale portata”.

Nella nota si sottolinea la necessità di distinguere tra chi considera la politica “l’unico antidoto alla deriva qualunquista” e chi invece la ritiene parte del problema. I consiglieri dichiarano di non parteggiare per alcuna fazione, rivendicando autonomia di giudizio e valori propri, e respingendo le responsabilità per l’attuale clima di tensione cittadina.

Il gruppo critica sia la pagina “Lavello nel Cuore”, accusata di trasformare la denuncia politica in cronaca e di utilizzare talvolta toni non adeguati, sia il sindaco Carnevale, ritenuto ancora più responsabile in virtù del ruolo istituzionale ricoperto. Secondo l’opposizione, le parole del primo cittadino inciderebbero negativamente sull’immagine della comunità e sul clima sociale, alimentando divisioni interne.

Particolarmente contestate le espressioni utilizzate dal sindaco nel post, in cui si parla di “diffuso sistema di tipo mafioso” e di un “pericoloso virus sociale”. Per SiAmo Lavello si tratta di accuse estremamente gravi che, se fondate, dovrebbero essere supportate da elementi concreti e discusse nelle sedi istituzionali, non sui social. Da qui la decisione di chiedere formalmente un Consiglio comunale straordinario.

Nella nota viene inoltre evidenziato come un sindaco, “a maggior ragione nella doppia veste di politico e carabiniere”, non possa generare allarme pubblico senza fornire prove o coinvolgere le autorità competenti. I consiglieri annunciano che chiederanno conto degli atti eventualmente prodotti in merito e ribadiscono la propria convinzione che a Lavello non vi sia la presenza di un sistema mafioso diffuso.

“La massima figura istituzionale della città – concludono – non può proiettare all’esterno un’immagine così grave senza spiegazioni dettagliate. Se ritiene che esista un problema reale, venga a riferirne in Consiglio comunale”.

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