Lavoro, Cavallo (CISL): ‘Basta strumentalizzazioni su mancanza di manodopera, usiamo la bilateralità per avvicinare domanda e offerta’

Il sindacalista lancia anche la proposta di patti territoriali per il lavoro tra imprese, sindacati, istituzioni, terzo settore, scuola, università, enti di formazione


POTENZA – “Basta strumentalizzazioni ideologiche sulla carenza di manodopera: si pensi piuttosto a come utilizzare la leva della bilateralità per rendere il mercato del lavoro più efficiente”.

È quanto sostiene il segretario della Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo, in merito alle recenti prese di posizione di alcune associazioni di categoria che denunciano la difficoltà a reperire personale.

Secondo il sindacalista della Cisl “lo squilibrio tra domanda e offerta di lavoro è un problema reale e non di oggi che va affrontato in modo serio e concreto sfruttando gli strumenti che già esistono e che bisogna rendere pienamente operativi. Penso agli enti bilaterali costituiti dalle organizzazioni imprenditoriali e sindacali che nascono innanzitutto quali sedi privilegiate per la regolazione del mercato del lavoro”.


“Dentro il perimetro della bilateralità – continua il segretario della Cisl – noi proponiamo la sottoscrizione di patti territoriali per il lavoro con l’obiettivo di rendere più efficiente il funzionamento del mercato del lavoro attraverso il diretto coinvolgimento di tutti gli attori: imprese, sindacati, istituzioni, terzo settore, scuola, università, enti di formazione”.


Quanto al reddito di cittadinanza, che in molti indicano come una possibile causa della mancanza di manodopera, il segretario della Cisl invita alla cautela: “Lo strumento ha certamente bisogno di un tagliando: tutto il capitolo delle politiche attive del lavoro, che era la seconda gamba del reddito di cittadinanza, è ancora da scrivere e quel poco che è stato fatto non ha funzionato. Questo dimostra che quando la politica adotta provvedimenti in modo unilaterale e senza confrontarsi con gli attori sociali spesso sbaglia.

Su ammortizzatori sociali e politiche attive del lavoro serve un confronto vero per riforme vere, e l’unico strumento che può condurre in porto queste riforme – conclude Cavallo – è il patto sociale proposto dalla Cisl”.