Le dimissioni del Sindaco: un’analisi delle implicazioni giuridiche e amministrative nel sistema italiano – La Gestione della Transizione – Ruolo e Poteri del Vicesindaco

LAURIA (PZ) – Durante il periodo di 20 giorni in cui le dimissioni del sindaco non sono ancora irrevocabili, la gestione dell’ente è garantita dalla figura del vicesindaco. Questo subentro temporaneo è cruciale per assicurare la continuità amministrativa e la funzionalità dell’ente locale. Il vicesindaco agisce come un “reggente”, garantendo che la macchina comunale non si arresti in una fase di crisi politica.
Il dibattito sulla reale portata dei poteri del vicesindaco in questa fase è stato oggetto di interpretazioni divergenti. Tuttavia, la giurisprudenza amministrativa e la prassi consolidata hanno chiarito che il vicesindaco, pur agendo in un regime di sostituzione provvisoria, non è limitato alla sola “ordinaria amministrazione”. In qualità di sostituto del sindaco, egli assume la pienezza dei poteri della carica, ad eccezione dei casi in cui specifiche disposizioni limitano tale facoltà. Tale pienezza di poteri è una necessità intrinseca per evitare lo stallo decisionale e per adempiere a tutti i doveri dell’ente che, a prescindere dalla crisi, continuano a sussistere. Il vicesindaco può dunque compiere atti di alta amministrazione, come la revoca o la nomina degli assessori, tipicamente riservati al sindaco. L’unica differenza sostanziale rispetto al sindaco plenipotenziario è il carattere temporaneo e fiduciario del suo mandato.
Il ruolo del vicesindaco si distingue nettamente da quello del commissario prefettizio. La sostituzione vicaria è una misura provvisoria e di natura politica, volta a coprire il vuoto di potere fino a quando non si concretizza la cessazione definitiva. Una volta che le dimissioni diventano irrevocabili, il consiglio viene sciolto e la figura del vicesindaco non può in alcun modo subentrare nella gestione straordinaria che spetta al commissario.

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