LAURIA (PZ) – L’efficacia delle dimissioni del sindaco innesca una conseguenza istituzionale automatica e inevitabile: lo scioglimento del consiglio comunale. Questo principio, spesso descritto dall’espressione latina simul stabunt, simul cadent (“insieme staranno, insieme cadranno”), sancisce il legame inscindibile tra il sindaco, la giunta e il consiglio. La cessazione della carica del sindaco, infatti, determina in ogni caso la decadenza di tutti gli organi elettivi dell’ente.
La procedura di scioglimento si avvia con un rapporto del prefetto territorialmente competente al Ministro dell’Interno, il quale predispone una proposta di scioglimento. Il decreto di scioglimento viene poi adottato dal Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno. Contestualmente a questo decreto, e in attesa che esso venga formalmente emanato, il prefetto può, per motivi di grave e urgente necessità, sospendere il consiglio per un periodo non superiore a 90 giorni e nominare un commissario per la provvisoria amministrazione dell’ente. Questo commissario è solitamente un funzionario della carriera prefettizia, nominato per traghettare l’ente fino alle nuove elezioni. Nelle regioni a statuto speciale, ma non è questo il caso in Basilicata, la nomina spetta al Presidente della Regione.
La figura del commissario prefettizio assume la pienezza dei poteri che erano spettanti al sindaco, alla giunta e al consiglio. A differenza del vicesindaco, il suo mandato non è limitato a una mera supplenza e il suo ruolo è quello di assicurare la continuità amministrativa in senso lato. Le sue competenze sono estese e includono sia la gestione ordinaria che quella straordinaria dell’ente. Il commissario può e deve adottare atti fondamentali come l’approvazione del bilancio comunale, un compito di cruciale importanza che, non di rado, è la causa stessa della crisi politica che ha portato allo scioglimento.
L’approdo al commissariamento non rappresenta un fallimento del sistema, ma piuttosto un meccanismo di garanzia che lo Stato centrale mette in atto per assicurare il normale funzionamento degli organi e dei servizi pubblici, come previsto dal TUEL. Quando il corpo politico elettivo non è più in grado di operare, la macchina burocratica subentra per evitare un vuoto di potere che danneggerebbe la cittadinanza. La nomina di un funzionario tecnico come il commissario, con poteri ampi e responsabilità diretta verso il Ministero dell’Interno, rappresenta una “rottura temporanea e funzionalmente circoscritta dell’ordine delle competenze”, un’eccezione necessaria all’autonomia locale sancita dalla Costituzione
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