Le proposte dei pendolari lucani per migliorare il servizio di trasporto pubblico locale

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO la nota della Ciufer sulle proposte di miglioramento ferroviario, redatte dai pendolari lucani

POTENZA – Gli utenti del TPL, in particolare dei treni che percorrono i binari della nostra Regione, rappresentano una risorsa inesauribile di segnalazioni e proposte per rendere il servizio pubblico all’altezza del suo

fondamentale compito: garantire il diritto alla mobilità, spingere i cittadini a lasciare a casa l’auto, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente e alla decongestione del traffico nei centri urbani.

Troppo spesso, i pendolari devono scontrarsi con un’offerta ridotta e limitativa, che rende la scelta di muoversi con i mezzi un’opzione obbligata, da abbandonare il prima possibile (o utilizzando l’auto, oppure prendendo casa nella città in cui si lavora o si studia).

Riteniamo che questo nel 2023 non sia accettabile, e che alla luce delle risorse del PNRR, con pochi investimenti, si possa garantire un netto miglioramento al servizio nella nostra Regione.

La sfida fondamentale del trasporto in Basilicata è quella di far crescere le persone che si spostano in treno tra le aree urbane e periurbane per rendere più vivibile e sostenibile la Regione e per far risparmiare le famiglie.

I comportamenti delle Regioni sono determinanti per creare e mantenere un efficiente trasporto pendolare nel medio-lungo periodo o per affossarlo e chi ha governato la Basilicata negli ultimi 15 anni si è purtroppo comportato in modo inconsistente ed inconcludente.

L’andamento della spesa regionale negli ultimi 10 anni parla da sé.

I circa 10mila viaggiatori al giorno su treno della Regione lamentano costantemente disagi dovuti al sovraffollamento dei treni, ritardi, scarsa attenzione alle esigenze dei pendolari, treni non sufficienti nelle ore di punta, difficoltà nel trovare coincidenze nelle stazioni.

Le proposte di seguito riportate sono state raccolte tramite un questionario che è stato distribuito on-line e su formato cartaceo.

Proposte di ordine generale

I pendolari, specialmente quelli delle linee suburbane (Avigliano e Matera per le FAL), dovrebbero poter usufruire di un servizio frequente e moderno, che contempli anche corse nei giorni festivi e negli orari serali. L’obiettivo verso cui si dovrebbe tendere è la frequenza oraria, semioraria in punta, bioraria nei festivi; nell’ottica di decongestionare i centri urbani e favorire la mobilità sostenibile.

Molti utenti sottolineano la necessità di treni serali: specie sulle tratte Potenza-Melfi e Bari-Matera, almeno nei fine settimana, andrebbero previsti treni tra le 23:00 e l’1:00. Si pensi ad esempio a un treno serale delle 23:50 per Melfi, disponibile solo il sabato sera, o in occasione di eventi come feste patronali, concerti, sagre, rievocazioni storiche. Tutto questo non può prescindere da un grande sforzo per garantire la puntualità e la regolarità del servizio: ancora oggi, purtroppo, si verificano numerosi disservizi alla rete ferroviaria, che incidono molto sulla circolazione sia dei treni a lunga percorrenza, sia dei regionali. I ritardi, frequenti soprattutto sulla tratta Potenza-Foggia, rendono a volte frustrante l’esperienza di viaggio, esponendo i viaggiatori a conseguenze disciplinari sul posto di lavoro, e sfavorendo l’uso del treno. Richiediamo ogni sforzo possibile a RFI per evitare tali anormalità, che dovrebbero essere eventi eccezionali e non frequenti. La pulizia e la sicurezza a bordo treno rimangono requisiti fondamentali per un servizio affidabile: i nuovi treni che gradualmente sono stati immessi in linea hanno indubbiamente migliorato questo aspetto; ci si augura che rimangano puliti ed efficienti a lungo. Il processo di rinnovamento dovrebbe interessare tutte le linee, anche quelle delle FAL. Si sottolinea tuttavia che le vecchie littorine Aln 668 sono soggette a sovraffollamento; quindi, si richiede che arrivino treni BLUES dotati di propulsione diesel-elettrica integrata da batterie che consentono una versione ibrida-bimodale con possibilità di operare anche in assenza di elettrificazione.

Nella stazione di Potenza Centrale, ma in generale in tutte le stazioni maggiori, andrebbe assolutamente prevista una sala di attesa provvista anche di wi-fi gratuito e di dispositivi di ricarica. Dove ancora non sono presenti, chiaramente sollecitiamo anche l’installazione di ascensori.

Proposte Specifiche

Collegamenti con gli aeroporti Costa d’Amalfi di Salerno, Gino Lisa di Foggia e Mattei di Pisticci:

  • Potenziamento di servizi ferroviari Regionali Veloci Metaponto – Matera – Potenza – Salerno in coincidenza a Salerno con i servizi metropolitani da/ per l’aeroporto.

Istituzione di servizi automobilistici della rete portante regionale sulle relazioni:

  • Potenza – Aeroporto di Salerno;
  • Francavilla in Sinni – Lauria Svincolo A3 – Lagonegro Svincolo A3 – Aeroporto di Salerno;
  • Potenza – Possidente – Rionero – Melfi – Aeroporto di Foggia;
  • Potenza – Aeroporto di Pisticci;
  • Matera – Aeroporto di Pisticci;
  • Nova Siri – Scanzano – Policoro – Bernalda – Aeroporto di Pisticci;
  • Senise – Aeroporto di Pisticci;
  • Villa d’Agri – San Brancato – Aeroporto di Pisticci.

Pendolari della linea Potenza-Foggia

La Potenza-Foggia è una tratta molto importante per il territorio e presenta elevate potenzialità di interconnessione con la Zona Industriale di San Nicola di Melfi e molte delle principali città dei due capoluoghi pugliesi, Bari e Taranto. Gli stessi disservizi di sempre quali ritardi, sovraffollamento e guasti del nuovo fiammante superSwing o dei passaggi a livello, dipingono un quadro desolante dell’affidabilità del trasporto ferroviario e stanno allontanando sempre più passeggeri dai treni regionali.

Nell’intera tratta Potenza-Foggia mancano regionali veloci, salvo sporadici salti delle fermate intermedie che non portano quasi nessun beneficio in termini di tempi di percorrenza, ma disagi alle comunità.

Sono inoltre presenti fasce orarie senza alcun collegamento (da Potenza, nessun treno tra le 13.30 e le 17.04, nonché tra le 14.12 e le 16.05, penalizzando chi termina le proprie attività alle 14.00).

Si apprende che è in cantiere, ormai da anni, un progetto di orario cadenzato con regionali veloci e treni suburbani Potenza-Melfi.

Questo sarebbe un primo passo verso un miglioramento del servizio sulla linea, garantendo circa un treno all’ora in ciascuna fermata e in entrambe le direzioni (fondamentale anche per chi si reca per lavoro o studio a Potenza) e minori tempi di percorrenza per chi percorre l’intera tratta.

È fondamentale, tuttavia, che nelle ore di particolare affollamento (dalle 7 alle 9 verso Potenza, dalle 13 alle 14 e dalle 17 alle 20 verso Melfi) vi sia un treno ogni 40-60 minuti almeno nell’area suburbana (Potenza– Melfi), essendo la richiesta elevata (e incrementabile).

Nelle more dell’attuazione di questo progetto, si propone di:

  • Aggiungere tutte le fermate ai treni attualmente circolanti, dal momento che sottrarne una o due non reca grossi benefici in termini di tempi di percorrenza.
  • Istituire alcuni nuovi collegamenti che permettano:
  • Di partire per Foggia intorno alle 14.30;
  • Di ripartire da Foggia intorno alle 19.30\20.00;
  • Di ripartire da Foggia intorno alle 09.30\10.00.

Pendolari della linea Taranto-Potenza-Salerno

Chi utilizza questa linea, spesso prende collegamenti a lunga percorrenza.

I tempi di percorrenza della tratta Potenza-Salerno risultano molto lunghi (1 ora e 45, in media), e sono gravati da poche corse sul tratto Potenza- Taranto.

Essendo previsto un potenziamento di questa linea, come Associazione richiediamo che sia previsto almeno un collegamento all’ora (che sia un treno o un bus sostitutivo) tra i due capoluoghi Potenza e Matera.

Andrebbe valutato anche un Regionale veloce Potenza–Bari quando saranno terminati i lavori di potenziamento della linea.

Pendolari della linea Taranto-Metaponto-Sibari-Reggio Calabria

C’è una linea al Sud che potrebbe rappresentare la spina dorsale dei collegamenti tra le diverse regioni, i centri turistici e i porti, garantire un servizio di qualità per studenti, turisti, lavoratori. Ed invece la linea Jonica che collega Taranto e Reggio Calabria, tre regioni e tanti centri portuali e turistici è in uno stato di degrado incredibile, con tagli ai collegamenti e una situazione mortificante per i pendolari.

Con il nuovo orario da Reggio a Taranto, vi saranno solo 4 collegamenti al giorno (di cui un solo Intercity diretto con oltre 7 ore di viaggio) e il treno più veloce impiega 6 ore e 15 minuti, con tre cambi a Paola, Castiglione Cosentino, Sibari. Ma da Sibari il treno non c’è più, per cui si continua in pullman. I pullman in generale risultano più competitivi.

Eppure l’infrastruttura esiste dal 1875, con 470 km lungo la costa e un enorme bacino di utenza, pari a più della metà della popolazione calabrese. Purtroppo la linea continua a vedere ennesimi assurdi tagli al servizio, pari al 20% dal 2010, con la cancellazione di 2 intercity, 4 intercity notte, 5 treni espresso, 7 treni espresso cuccetta, 2 treni interregionali.

Continuiamo ad assistere da parte del Governo e delle Regioni all’assenza di qualsiasi idea di rilancio, che porta di fatto all’abbandono della linea jonica a vantaggio del trasporto attraverso pullman con investimenti stradali. La linea è a singolo binario, ma l’obiettivo non deve essere il raddoppio (perché si può aumentare enormemente il numero di treni senza problemi) ma il potenziamento del servizio con nuovi collegamenti e moderni treni, come dovrebbe essere scontato in un Paese europeo, e la realizzazione di una ”lunetta” che consentirebbe l’innesto diretto della Jonica sulla linea Battipaglia-Potenza-Taranto, evitando il “cambio banco” dei treni a Metaponto, facendo risparmiare così 10 minuti di percorrenza ai viaggiatori.

Pendolari delle Ferrovie Appulo Lucane

La linea delle FAL (Bari – Matera) è prevalentemente a singolo binario e non è elettrificata. Oltre che essere l’unica linea ferroviaria che da Bari raggiunge Matera, collega importanti centri come Altamura, Modugno, Palo del Colle. I tempi di percorrenza sono ancora molto lunghi. È in cantiere un raddoppio parziale della linea che dovrebbe migliorare di molto la situazione; pertanto, richiediamo anche qui che sia mantenuto l’impegno della disponibilità di un treno all’ora tra Bari e Matera, e l’istituzione di corse dirette. I lavori tra San Nicola e Avigliano di Lucania non sono finiti e non si sa quando finiranno. A che cosa può servire il nuovo tratto se mancano i collegamenti in direzione di Potenza. A nulla. Così come servirebbe a nulla anche l’intera tratta ultimata giacché, saltando come hanno fatto i lavori di ampliamento delle gallerie sulla tratta San Nicola-Genzano non sarà possibile far circolare i nuovi treni Stadler perché le gallerie sono strette e necessariamente si dovranno reimpiegare le vecchie automotrici Fiat gr.300. Dunque, acclarato che sulla tratta ferroviaria in esercizio, non viaggia quasi nessuno, e che gli otto treni in programma di esercizio viaggeranno assolutamente vuoti, c’è da chiedersi se qualcuno dei decisori politici, a livello comunale, provinciale o regionale abbia mai rivolto il quesito giusto alla direzione della FAL e cioè che cosa intende fare da grande in relazione agli impegni per la Basilicata visto che finora la cera si è consumata e la processione non s’è mossa.

È necessario, ciò nonostante, affrontare con ANSFISA (Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie e delle infrastrutture stradali e autostradali) il problema della tratta comune RFI-FAL (terza rotaia per consentire la circolazione dei rotabili dotati di assili di differente scartamento) tra Potenza Superiore e Avigliano Scalo, e realizzare l’upgrade tecnologico degli impianti di sicurezza nella prospettiva di una progressiva indipendenza tra le infrastrutture della linea RFI e della linea FAL. Ritardi e disservizi sono attualmente molto frequenti: si richiede di fare il possibile per limitare tali disagi, di comunicarli tempestivamente ai viaggiatori e di conoscere l’indice di affidabilità del servizio (per verificare il diritto ad eventuali indennizzi).

Le FAL inoltre:

  • Non effettuano treni la domenica, scelta alquanto miope: un programma di esercizio domenicale e festivo andrebbe assolutamente previsto. –
  • Dispongono di numerose autolinee, di cui sarebbe utile avere una mappa delle fermate (specie per aiutare i turisti che raggiungono Matera).

Treni vecchi

Un dato sconcertante in questa regione è proprio l’età media dei treni circolanti: 18,2 anni. Ma ancora più sconcertante è che il 61,9% dei convogli ha più di 15 anni di età.

In particolare è l’area del Vulture ad essere più colpita e penalizzata ma in generale, sia che si tratti di convogli gestiti da Trenitalia sia per quelli di FAL, si vedono circolare treni che aggravano la già difficile situazione del servizio, creando molto spesso ritardi.

Sulla linea Taranto-Potenza-Battipaglia i convogli sono ormai ridotti ad un’accozzaglia di vagoni presi qua e là da diversi treni, in particolare Piano ribassato e Carrozze Medie Distanze.

Anche i livelli di comfort sono desolanti vista l’assenza di climatizzatori e dei servizi igienici.

Passaggi a livello di Potenza città

Salutiamo con favore e interesse l’iniziativa dell’assessora Merra di chiedere al Governo di finanziare con le risorse del CIPESS la soppressione dei passaggi a livello sulla linea Potenza-Melfi. Spiace però constatare l’assenza di una ricognizione a livello regionale, nonché di un confronto pubblico ai vari livelli.

La linea Taranto-Potenza-Battipaglia, per i suoi disservizi, è una delle più problematiche della Regione, eppure anche quest’anno non è stato siglato alcun protocollo d’intesa con RFI e Comune di Potenza, per sopprimere i passaggi a livello di viale Marconi e via santa Maria di Bethlehem.

Questa noncuranza della Giunta Bardi nei confronti di aree urbane interessate da intenso traffico veicolare, con elevata presenza di attività commerciali e uffici, in prossimità di strade di grande comunicazione e di stazioni ferroviarie, appare incomprensibile, soprattutto perché non sono state fornite spiegazioni plausibili.

Chiediamo all’assessore Merra e al Presidente Bardi di dar prova di maggiore efficacia e di non rinviare ulteriormente l’impegno su questa linea ferroviaria.

Studio di fattibilità (RFI) per proseguimento tratta ferroviaria Ferrandina-Matera verso la Puglia

Apprendiamo dalla stampa, per bocca delle dichiarazioni dell’assessora Merra, la scelta di optare per il collegamento ferroviario via Gioia del Colle tra Matera e Bari. È una decisione che non condividiamo, né nella forma né nella sostanza.

Nella forma perché non è mai esistita alcuna interlocuzione tra la Regione, i cittadini e coloro che rappresentano una parte importante dell’utenza. Trovarsi davanti ad una decisione già assunta, voluta da alcuni politicanti (pochi per la verità), è inaccettabile e irrispettoso, una scelta di metodo sbagliata in linea con altri atti che si stanno consumando sull’ente regione attraverso fughe in avanti solitarie in totale assenza di contraddittorio.

Non c’è dubbio che si tratti di un’opera discutibile già a livello di progettazione, basti pensare alla decisione di realizzarla partendo dalla periferia invece che dal cuore della città, facendone di fatto un doppione della ferrovia Matera-Altamura-Bari delle Fal.

Forse sarebbe più giusto realizzare una nuova linea fino a Bari, piuttosto che progettare un “doppione” che, in concreto, non apporterà alcun beneficio alle reali esigenze di spostamento dei cittadini. In entrambi i casi i tempi di percorrenza resterebbero pressoché identici, la tratta Bari-Matera oggi è percorribile in 1 ora e 40 (in futuro lo sarà in 1 ora e 10 minuti), con le FS (Via Gioia) servirebbero almeno 90 minuti.

Un’ulteriore conferma di questo paradosso, a dimostrazione di come la decisione sia il frutto di un ragionamento puramente unidirezionale e improntato a prevedere un ipotetico quanto fantasioso sviluppo del trasporto merci su rotaia, è rappresentato dalla lunghezza del percorso, che se confrontato con quello delle Fal, risulta essere addirittura più lungo di una ventina di kilometri (74 km quello delle Fal, circa 90 il nuovo itinerario via Gioia).

Adesso la parola passa al Governo, nei prossimi mesi il commissario governativo si pronuncerà sulla soluzione progettuale ritenuta più valida. Mai come adesso sarà fondamentale non commettere errori se non si vuol pregiudicare il futuro della mobilità su ferro dell’intero territorio materano.

Banchine non a norma

Da un’attenta verifica abbiamo rilevato che le banchine delle stazioni ferroviarie di Forenza, Picerno, Potenza Santa Maria (Fal) al binario 2 non rispettano le più elementari normative in materia di progettazione e gli standard minimi di sicurezza, e che tali situazioni di pericolo attentano continuamente la pubblica incolumità degli utenti che usufruiscono delle stazioni.

Tale lampante problematica investe tutti i cittadini normodotati, costretti a veri e propri salti per poter salire e scendere dalle carrozze, rischiando di subire gravi danni. La mancata risoluzione del problema costituisce pericolo per la sicurezza dei pubblici trasporti ex art. 432 c.p. oltre che per l’incolumità pubblica, senza tener conto che il decreto legislativo recante la disciplina sanzionatoria per la violazione delle disposizioni del Regolamento (CE) n. 1371/2007 relativo ai diritti e agli obblighi dei passeggeri nel trasporto ferroviario stabilisce all’art.17 che le imprese ferroviarie, i gestori delle infrastrutture e i gestori delle stazioni devono adottare le misure idonee, stabilite di concerto con le autorità pubbliche, allo scopo di assicurare la sicurezza personale dei passeggeri come prescritto dall’articolo 26 di detto regolamento.

Nel dispositivo si specifica anche che in caso di inosservanza del predetto obbligo le imprese ferroviarie, i gestori delle infrastrutture e i gestori delle stazioni sono soggetti a sanzione amministrativa, fermo restando in ogni caso i compiti e gli interventi di esclusiva responsabilità degli organi di polizia e di pubblica sicurezza, come stabiliti dalle norme vigenti. Ciò premesso, preso atto che secondo regolamento la larghezza minima deve essere (5,26 m – 2,70 m), chiediamo che sia predisposto un piano di adeguamento delle banchine ferroviarie a servizio dei binari 2 (Larghe appena 2,05 m (Picerno-Forenza) e 1,40 m – Santa Maria) alla normativa vigente.

Aeroporto di Pisticci

Quando si parla di intermodalità e sostenibilità nel sistema dei trasporti, un punto focale ce l’hanno gli aeroporti. In attesa di realizzare le opere per l’adeguamento infrastrutturale ed impiantistico della Pista Mattei, occorre delineare nel piano regionale dei trasporti, un progetto di Polo Intermodale, inteso come punto strategico che integri il trasporto aereo, quello ferroviario ed il trasporto pubblico locale.

Una nuova infrastruttura di connessione intermodale con l’utilizzo di mezzi pubblici e privati. La stazione ferroviaria di Ferrandina dovrebbe essere oggetto di ulteriori lavori di rafforzamento per diventare un punto di riferimento per l’area materana oltreché un nodo cruciale per il futuro aeroporto di Pisticci.

La sua posizione infatti, baricentrica sia verso Matera che verso la costa del metapontino, la rende un’importante hub di trasporto per la zona, permettendo ai viaggiatori di spostarsi facilmente da e verso le principali destinazioni della regione.

A tal fine, i lavori di rafforzamento dovrebbero comprendere oltre ai miglioramenti della linea ferroviaria stessa anche un adeguato e integrato servizio di trasporto pubblico regionale utile a garantire un collegamento puntuale tra la stazione ferroviaria di Ferrandina con il futuro aeroporto di Pisticci e non solo, in modo da facilitare la mobilità dei viaggiatori e far diventare la stazione di Ferrandina un ulteriore importante snodo per il trasporto nell’area materana.

Turismo ferroviario

Il turismo ferroviario consiste nel raggiungere una località turistica con l’uso principale del trasporto ferroviario, con l’eventuale uso di autobus per piccoli spostamenti finali dalla stazione alla località desiderata. Si visita la località, si mangia sul posto, si ritorna a casa.

In genere, vengono creati pacchetti turistici verso località che offrono enogastronomia tipica e che sono raggiungibili con massimo 4 ore di viaggio andata e altrettanto di ritorno in treno, in modo da richiedere un impegno soltanto giornaliero, tipicamente in un giorno festivo.

Solo in Lombardia e Toscana nel 2022 sono stati svolti oltre 40 treni per circa

10.000 persone, molte altre regioni hanno organizzato viaggi di questo tipo. Nella regione Basilicata si sono svolti pochi eventi negli anni passati. Nel 2005 e 2012 un treno storico da Taranto ha raggiunto Melfi per la sagra della castagna, grazie all’essenziale supporto dell’associazione ATSP di Taranto.

Si potrebbero, solo per fare un esempio, attivare collegamenti da Foggia verso Melfi, Monticchio, Venosa, Castel Lagopesole e San Fele, per fare conoscere ai turisti il Vulture-Melfese. Oppure da Napoli e Salerno verso Matera, i Calanchi di Pisticci, le Dolomiti Lucane, Craco e le aree archeologiche di Metaponto e Policoro.

Fondazione FS è la principale struttura organizzativa, grazie alla disponibilità di treni storici di varia epoca dal 1920 al 1980, conoscenza del territorio, rapporto con enti locali, RFI e Trenitalia.

Sul suo sito web www.fondazionefs.it si possono trovare i programmi di viaggio, per meglio comprendere questa tipologia di viaggio. Intorno ad essa ruotano varie associazioni di volontariato collocate in varie regioni, come Ferrovie Turistiche Italiane per Lombardia e Toscana, LeRotaie in Molise, Ferrovie in Calabria e tante altre.

Vari studi economici hanno dimostrato il ritorno economico per il territorio, perché i turisti spendono sul posto per mangiare, svagarsi, comprare oggetti, e molto spesso ci tornano con altri viaggi o con mezzi propri. Si stima che 1 euro investito nell’organizzazione del viaggio si trasforma in 10 euro di incassi per gli operatori commerciali nel territorio.

Questi viaggi vengono svolti da persone che normalmente non usano il treno, sono in aumento le famiglie con bambini che si appassionano talmente tanto da chiedere ai genitori di tornare.

Le persone sono talmente entusiaste dell’esperienza vissuta, da creare un gran numero di immagini condivise su interne, oltre a volere rifare il viaggio portando altri loro conoscenti. L’organizzazione di questi eventi non è facile.

Non bisogna solo pensare a portare le persone nella stazione della località scelta. Bisogna assicurare un viaggio in orario, confortevole, con personale ferroviario a bordo specializzato nel gestire turisti. La gestione politica del comune scelto deve essere coinvolta, deve fornire appoggio logistico, deve fornire le guide turistiche, deve fare pubblicità.

Le agenzie di viaggio devono conoscere questa offerta e devono saperla vendere. I giornalisti devono essere invitati ed essere messi in grado di raccontare cosa succede.

Molto spesso, un primo viaggio occasionale svolto con treno storico diventa un apri pista verso la creazione di un servizio stabile effettuato con materiale ferroviario ordinario, grazie alla quantità di persone interessate e alla sensibilità degli enti locali che scoprono una nuova possibilità di sviluppo.

Alcune segnalazioni specifiche degli utenti

  • Tempi di percorrenza troppo elevati. Negli anni ’60 e ’70, sulla tratta Potenza-Foggia, il tempo di percorrenza era inferiore. Occorre intensificare i punti d’incrocio. Evitare lo smantellamento degli incroci di Forenza e

Leonessa. Il ripristino dell’incrocio nella stazione di Pietragalla farebbe recuperare 5 / 10 minuti di percorrenza;

  • Tempi troppo lunghi, ritardi. Eliminare qualche fermata con quasi 0 utenze e collegarle con minibus sulle altre con più utenze;
  • Treni vecchi, poche carrozze, treni sovraffollati, treni nuovi in orari in cui non c’è nessuno e treni vecchi in orario di punta. Pochi controlli;
  • 1) Poche carrozze, talvolta solo 1, in orari di punta); 2) talvolta ritardi non leggeri nei treni provenienti da Foggia;
  • Ritardi e poca assistenza presso la biglietteria automatica, spesso si blocca, non emette scontrino e si perdono i soldi immessi;
  • Scarse comunicazioni e mancanza bus in appoggio;
  • Assenza di monitor arrivi/partenze live nelle stazioni di Picerno, Baragiano, Forenza, Pietragalla, Filiano, Potenza Superiore (Banchina Binario 2);
  • Assenza di obliteratrici a servizio del binario 2 nelle stazioni di Rionero e Melfi;
  • Ritardi continui, a volte le corse vengono soppresse e il bus sostitutivo non passa. I viaggiatori sono costretti ad attendere il treno successivo;
  • Numero limitato di corse soprattutto nei giorni festivi;
  • Attivare il riscaldamento nelle sale d’aspetto di Potenza Superiore e Potenza Centrale;
  • Pochi controlli a bordo treno e una sensazione di scarsa sicurezza sia nelle stazioni che sul treno;
  • Tempi di percorrenza troppo lunghi da Potenza a Salerno;
  • Assenza di collegamenti regionali da Potenza per Picerno-Baragiano-Bella- Muro nella fascia oraria 14:30 – 17:30;
  • Istituire la fermata dei regionali 19892-19891 presso la stazione di Potenza Università;
  • Installare telecamere di videosorveglianza presso le stazioni di Potenza Superiore, Potenza Macchia Romana, Rionero, Castel Lagopesole, Melfi, Ferrandina, Metaponto.