EDITORIALE – C’è un filo sottile che lega un piccolo borgo della Basilicata ad una delle più affascinanti capitali europee. Un filo che parla di storia, di poesia, di ideali sociali e politici, di amore. Quel filo porta il nome di uno dei rappresentanti più prestigiosi e stimati della Lucania di ieri e di oggi: Rocco Scotellaro. E così, il “nostro” sindaco e poeta non è più soltanto “nostro”, non è più soltanto una voce della letteratura contemporanea lucana o italiana, ma diventa pietra miliare del panorama culturale internazionale, ed arriva a Parigi.
È, infatti, fresco di stampa il volume “Rocco Scotellaro, La terre assoiffée. Récits et carnets” (tradotto: La terra assetata. Storie e quaderni), pubblicato nella collana «Cahiers de l’Hôtel de Galliffet». Si tratta di una raccolta di testi scelti tradotti dall’italiano da Carole Cavallera, la cui edizione è stata curata da autorevoli critici dell’opera scotellariana: Franco Vitelli, Giulia Dell’Aquila e Sebastiano Martelli, che già nel 2019 avevano firmato, per Oscar Mondadori, l’opera omnia del poeta. La silloge ha quindi l’obiettivo di valorizzare, diffondere e favorire gli studi su Rocco Scotellaro in territorio francese. Un territorio che aveva dato i natali ad una figura che per il sindaco-poeta fu fondamentale nella sua, seppur breve, intensa vita: Amelia Rosselli. La terre assoiffée testimonia l’impegno di Rocco Scotellaro a favore dell’emancipazione di un mondo ai margini della storia e del quale c’è estremo bisogno, oggi più che mai, di ritrovare principi e valori. Finora, l’opera di Scotellaro era nota in Francia principalmente per le sue poesie, mentre le prose erano rimaste in traduzioni frammentarie. Sono dunque lontani ormai i tempi in cui la figura di Rocco Scotellaro era confinata a un retorico e sbagliato regionalismo, ed è nuova – per citare il poeta- l’alba in cui i suoi ideali e la sua scrittura assumono una meritata portata universale.
L’antologia francese dei testi scotellariani è stata presentata lo scorso 19 novembre presso l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi (organismo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale italiano incaricato di diffondere e di promuovere la lingua e la cultura italiana). L’istituto è ora diretto dal lucano Antonio Calbi e ha fortemente sostenuto la pubblicazione. L’evento ha rappresentato la degna conclusione delle iniziative promosse dalla Regione Basilicata a partire dal 2023 per il Centenario della nascita del poeta e sindaco contadino di Tricarico.
Alla manifestazione parigina, moderata da Paolo Grossi (Cahiers de l’Hôtel de Galliffet), hanno preso parte Giuseppe Appella (critico d’arte), Manuele Cutinelli Rendina (Università di Strasburgo), Giulia Dell’Aquila (Università di Bari), Sebastiano Martelli (Università di Salerno), Franco Vitelli (Università di Bari) e Carole Cavallera (traduttrice in francese del volume), Gianpiero Perri (Capo di Gabinetto del Presidente della Regione Basilicata, Vito Bardi). Testi in prosa e poesia sono stati recitati dall’attore e drammaturgo Francesco Sigillino.
Io sono un filo d’erba / un filo d’erba che trema. / E la mia patria è dove l’erba trema/ , e questa terra, sotto i piedi di chi crede e combatte per un ideale collettivo, può tremare ovunque: che sia Basilicata, che sia Francia, che sia Tricarico, che sia Parigi.










































