Lettera aperta al Presidente della Regione Basilicata Generale Vito Bardi

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO la lettera aperta scritta da un nostro lettore, Giambattista De Vincenzo, rivolta al Presidente della Regione Vito Bardi, in merito all’odissea di 21 famiglie e di 21 piccoli alunni della prima classe di una Scuola Primaria che, a seguito della positività al COVID della loro maestra, è da lunedi 9 novembre che sono in isolamento volontario con le loro famiglie.

Carissimo Presidente

le scrivo per sottoporre alla sua attenzione l’odissea di 21 famiglie, purtroppo non l’unica nella nostra regione e quella mia personale, l’odissea di 21 piccoli alunni della prima classe di una Scuola Primaria che, a seguito della positività al COVID della loro maestra, è da lunedi 9 novembre che sono in isolamento volontario con le loro famiglie.

Come da protocollo nel giorno 10 novembre i 21 bambini sono stati sottoposti al tampone e da li il nulla; nessuna notizia, 21 famiglie vivono l’angosciante attesa di un risultato che tarda ad arrivare, tarda ad arrivare perchè, presumo, non c’è organizzazione nei processi e quando questo accade bisogna decidere.

Riconoscendole il ruolo, da Presidente della nostra Regione, di “Comandante Generale” – lo stesso che lei ha rivestito nella sua brillante carriera da militare a lei spettano le decisioni nei momenti più difficili, come questo; momenti nei quali a chi alle dichiarazioni ed i manifesti d’intento non ha fatto seguire neanche l’ombra di un fatto, nello specifico il responsabile della TASK FORCE, dottor Esposito, l’assesore regionale alla sanità dottor Rocco Leone ed il direttore generale dell’ASP dottor Bochicchio, bisgnona revocare l’incarico e farlo immediatamente.

Essere un buon medico ed ottimo professionista non vuol dire avere le capacità di svolgere il ruolo di assessore, saper riconoscere e curare un broncospasmo non vuol dire essere capace di comprendere processi organizzativi, incidere sugli sprechi ed aumentare la qualià ed il numero dei servizi offerti. Se i piccoli pazienti del dottore sanno di essere in “eccellenti mani” così non si puo dire sella sanità regionale che in questi tempi lo ha visto nel ruolo di Penelope nel fare e disfare i reparti COVID, Venosa ne è testimonianza o non attrezzare in tempo le tende del Qatar.

Nei mesi (tanti) trascorsi da quando vi siete insediati, con il mandato popolare di riformare quello che non funzionava, nulla o quasi è stato fatto, quello che non funzionava non funziona e nel mezzo un mare di proclami disattesi.

Nello specifico oltre ad essere toccato dalla vicenda dal punto di vista morale lo sono anche e di più dal punto di vista personale perchè tra quei 21 alunni c’è mio nipote, figlio di mia sorella che svolge anche il ruolo di commessa nel punto vendita di abbigliamento da bambini che la società che amministro ha in Lauria. Per rispetto della nostra clientela e comunità abbiamo deciso di restare chiusi in attesa del risultato del tampone processato a mio nipote. La chiusura è volontaria e necessaria allo stesso tempo, in caso di positività di mio nipote e mia sorella, il punto vendita dove lei opera sarebbe potuto diventare un luogo di contagio amplificando la diffusione del virus.

Speravamo nella velocità e celerità del processo, trattandosi anche di bambini, ma ad oggi nessuna notizia con il risultato che il punto vendita è chiuso ed il danno che ne deriva è quantificabile in migliaia di euro.

Di chi le colpe, dell’ineluttabilità del destino? Utilizzando una metafora calcistica se la squadra sbaglia a rimettere per primo il posto sulla panchina è l’allenatore, nella fattispecie l’assessore Leone CHE VA ASSOLUTAMENTE RIMOSSO cosi come il dottor Esposito ed il dottor Bochicchio.

Agli stessi chiedo che devolvano in un fondo le indennità di carica e funzione che percepiscono per “risarcire” tutte quelle persone danneggiate e vittime dei ritardi ingiustificati a loro ascrivibili. Non solo al buon cuore dimostrare l’amore per la terra che amministrano.

Cordiali saluti, Giambattista De Vincenzo