Lettere al Direttore | “a Lauria si rubano anche i cartelli stradali”

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO la lettera inviata alla nostra redazione dall’ingegnere Graziano Cosentino il quale, attraverso la nostra testata denuncia un fatto increscioso avvenuto nei giorni scorsi a Lauria

LAURIA (PZ) Egregio Direttore,

é’ definitivamente passato il tempo in cui si lasciava la chiave inserita nella toppa dell’uscio.

Oggi ogni volta che usciamo da casa anche solo per fare la spesa, attiviamo tutte le difese di cui disponiamo: allarme, telecamera, chiusure a doppia e tripla mandata……

Purtroppo l’esperienza ci dice che non è sempre sufficiente, ma con questi piccoli accorgimenti difendiamo le nostre cose dai ladri o almeno proviamo a farlo.

Non è così nei cantieri stradali: non si possono cingere con i fili ad alta tensione, e sono in genere così estesi da non poter essere  allarmati….: ma in genere non serve, o meglio non è mai stato necessario.

Basta ricoverare anche solo in una baracca i piccoli attrezzi del mestiere per proteggerli dai furti. Raramente vengono rubate o manomesse le macchine operatrici come escavatrici, ecc, ma in questo caso si tratta in genere di azioni minatorie e ricatti della malavita organizzata.

E’ sempre stato così ed è ancora così in tutto il territorio nazionale.

Non a Lauria: qui si rubano anche i cartelli stradali: è incredibile, ma è accaduto nella notte tra il 17 e il 18 gennaio nel cantiere di rifacimento dei ponti della Melara da cui hanno asportato parte della segnaletica di cantiere, per intendersi i cartelli che indicano la presenza di lavori in corso, i restringimenti di carreggiata, quelli che limitano la velocità…. Tutta roba da specialisti, certamente non da usare nel giardino di casa ma esclusivamente in un cantiere stradale. A chi possono interessare? ad una impresa?, a chi vuole fare dispetto? porre in atto azioni ricattatorie? fare una bravata?.

Essi non possiedono alcun valore intrinseco: sono realizzati in lamiera di acciaio e pesano pochi chili: sul mercato dei rottamai non valgono nulla….

Inoltre, la strada della Melara non è una via di grandi comunicazioni.

Per quella strada non ci si passa: o si va alla Melara o si torna dalla Melara

Credo altamente improbabile che gli abitanti di questa operosa frazione, interessatissimi alla messa in sicurezza dei ponti, possano aver compiuto un’azione di sabotaggio. Quindi non resta che pensare a soggetti motivati e determinati di cui non so immaginare la provenienza che senza conseguire alcuna utilità hanno deliberatamente provocato un danno non solo all’impresa che dovrà rimpiazzare i cartelli, ma anche e soprattutto alla sicurezza degli utenti che per tutto il tempo necessario all’approvvigionamento dei rimpiazzi ne resteranno privi.

Ma ora vi racconto un altro episodio: per dare inizio ai lavori è stato necessario un massiccio intervento di una impresa specializzata incaricata dal Comune per rimuovere l’enorme massa di rifiuti di ogni tipo accumulatisi nel vallone Bonazita: dalle bottiglie di plastica alle batterie, dai mobili ai frigoriferi, e poi buste di plastica, giocattoli: di tutto e di più. Eppure il Comune si è dotato di un efficiente servizio di raccolta porta a porta: non c’è la pazienza di aspettare qualche giorno? E’ tutto gratis!

Invece sapete quanto è costata l’operazione di pulizia? : 4.000 euro più IVA, quindi 4.880,00 euro che graveranno sui cittadini, su tutti i cittadini, anche sulla maggioranza di essi che civilmente espone quotidianamente i rifiuti nei secchi davanti casa e che all’occorrenza prenota il servizio di ritiro (gratuito) dei rifiuti ingombranti.

Questa nostra società ha toccato un punto così basso di degrado civile? Dobbiamo continuare a voltarci dall’altra parte o pensare finalmente a ribellarci? Cos’altro deve accadere per sollevare la nostra indignazione? Dobbiamo continuare ad accusare sempre l’altro, il diverso, lo straniero di ogni malefatta o forse è il caso di a guardarci anche attorno?

Credo che questo popolo un tempo onesto e operoso non può e non deve rassegnarsi ad ogni barbarie, ma deve trovare la forza e la volontà di individuare le pecore nere che minano la serenità e il vivere civile ovunque esse siano, e soprattutto devono denunciarle e allontanarle come corpi estranei alla comunità cittadina.