RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO INTEGRALMENTE, per dovere di replica, la lettera/intervento inviata alla nostra redazione da “alcuni residenti di Piazza Insorti d’Ungheria, Piazza del Popolo e le vie limitrofe”
Lauria merita rispetto. E i laurioti anche
Intervento di alcuni residenti di Piazza Insorti d’Ungheria, Piazza del Popolo e le vie limitrofe.
Gentile Redazione,
gentili concittadini,
di recente, sulle pagine di IVL, è stato pubblicato un intervento da parte dei noti imprenditori del “Bar Bermuda”, nel quale si lamenta una presunta compressione della libertà d’impresa e di aggregazione giovanile. Riteniamo doveroso offrire alla cittadinanza una rappresentazione completa e corretta dei fatti.
Lauria è una comunità fatta di persone perbene.
Di lavoratori, di famiglie, di anziani che hanno costruito questo paese con sacrificio, di giovani che cercano un futuro senza perdere le proprie radici. È questa l’identità profonda di Lauria, non quella che qualcuno oggi tenta di raccontare attraverso slogan fuorvianti e narrazioni di comodo.
Non è corretto, né onesto intellettualmente, rappresentare il rispetto delle regole come un attacco all’iniziativa privata. In qualsiasi altra zona di Lauria – si pensi a Largo Plebiscito o a quartieri residenziali analoghi – nessun cittadino accetterebbe musica ad alto volume a notte inoltrata sotto casa propria. Non si comprende perché lo stesso disagio dovrebbe essere tollerato solo da alcuni.
Forse la pizzeria Rùa, il bar Bgud, il bar Happy Cafe’, i Pasticci di Walter, Joel in mille misture vi impediscono di dormire? Pretendono forse trattamenti diversi rispetto alla normativa nazionale che impone agli enti locali di tutelare il sonno notturno dei propri cittadini (previsto in 7 ore notturne che devono abbracciare obbligatoriamente le fasce orarie 00:00 e 05:00)? La risposta è no: si tratta di iniziative imprenditoriali rispettose del territorio e dei cittadini, in grado di generare profitto senza ledere nessuno, amando davvero Lauria!
Proprio per questo, come residenti di Piazza Insorti d’Ungheria e Piazza del Popolo, sentiamo il dovere di rivolgerci a tutti i cittadini con franchezza e rispetto, facendo appello non alla rabbia, ma all’orgoglio e all’intelligenza di una comunità che non merita di essere presa in giro.
Da anni, sotto le nostre finestre, si è ripetuta una situazione che nulla ha a che vedere con la “rinascita” di Lauria: musica sparata fino alle due di notte, con volumi talmente elevati da far tremare i vetri delle abitazioni, rendendo impossibile il riposo. Non una volta, non per un’occasione speciale, ma con una frequenza tale da esasperare chi in quelle piazze vive tutto l’anno.
Qui abitano anziani, persone malate, cardiopatici, dializzati, disabili e persone che lavorano, che si alzano presto la mattina, che hanno bisogno di tranquillità. Davvero possiamo accettare che il loro diritto al riposo venga sacrificato in nome di una presunta socialità che coincide, di fatto, con l’eccesso e con l’abuso?
Eppure si vuole far credere che il problema siano le regole. Non è così.
Lo dimostrano i fatti: negli stessi giorni in cui è stato scritto il testo da parte dei titolari del “Bar Bermuda”, in Piazza del Popolo si sono svolti eventi organizzati dal Comune o da associazioni locali, rispettosi di orari e limiti acustici. Eventi vissuti serenamente da tutti, con piena e serena partecipazione e senza una sola protesta. Questo dovrebbe bastare a chiarire che Lauria non rifiuta la vita, ma rifiuta l’arroganza.
A questo punto è legittimo porsi una domanda che chi ama davvero questo paese non può evitare:
davvero pensiamo che Lauria, con la sua storia e la sua dignità, possa essere tenuta in ostaggio da una narrazione che confonde volutamente il rispetto delle regole con la morte della comunità?
L’impressione, sempre più diffusa, è che dietro l’appello accorato pubblicato in questi giorni non ci sia una visione per Lauria, ma un obiettivo molto più semplice e concreto: ottenere una pressione mediatica tale da legittimare deroghe agli orari e ai limiti di decibel, così da poter prolungare la musica fino a notte fonda, aumentare gli avventori e, di conseguenza, i guadagni.
È importante chiarire un punto fondamentale:
gli imprenditori del “Bar Bermuda” dicono di aver subito ostacoli e limitazioni. Ma non è vero! Nessuna iniziativa è stata ostacolata arbitrariamente. L’Amministrazione comunale è intervenuta solo dopo numerose segnalazioni di noi residenti, applicando ordinanze e sanzioni previste dalla legge, a tutela di un diritto costituzionalmente garantito: il diritto al riposo, alla salute e alla vivibilità degli spazi urbani.
In estate è stata anche simulata una chiusura coattiva del locale (cit. “non è dipeso da noi”), al fine di incrinare i rapporti tra cittadini ed istituzioni; peccato che si trattase di un periodo di ferie già programmato da tempo.
Se davvero ci fosse amore per Lauria, la strada potrebbe essere un’altra.
Aprire un locale più grande, magari una discoteca, in una delle tante contrade isolate e disabitate del territorio, dove i giovani possano divertirsi liberamente senza togliere il sonno a nessuno. Questa sarebbe una scelta lungimirante, rispettosa, adulta. Non certo trasformare una piazza residenziale in un luogo di degrado notturno. Eppure la Regione Basilicata offre proprio a chi ama i propri territori di origine la possibilità di usufruire di centinaia di migliaia di euro a fondo perduto per realizzare locali di aggregazione sociale: che strano che chi ama così tanto Lauria non ne approfitti! Forse gli fa più comodo diversamente?
Perché di degrado, purtroppo, si tratta.
La villa comunale di Piazza Insorti d’Ungheria, dove dovrebbero giocare i bambini, si ritrova invasa da bicchieri di plastica con il logo del “Bar Bermuda”, rifiuti abbandonati e, non di rado, vomito lasciato da chi ha esagerato nel bere. È questo il modello educativo e sociale che vogliamo difendere?
I genitori di Lauria dovrebbero essere felici se i propri figli trascorrono le serate al cinema, a teatro, a un evento culturale, in pizzeria o al ristorante. Non dovrebbero essere indotti a credere che il futuro dei giovani passi dallo sballo notturno in piazza.
Quanto al tema dei giovani, riteniamo doveroso respingere una narrazione semplicistica e fuorviante.
I giovani restano in una città quando trovano opportunità di lavoro, servizi, prospettive e qualità della vita, non quando vengono semplicemente attratti da eventi rumorosi che producono disagio e conflitto sociale. Lo sviluppo di una comunità non può passare attraverso la sistematica violazione delle regole.
Lauria è molto più di questo.
E i laurioti sono persone troppo serie per lasciarsi convincere che senza violare le regole il paese sia destinato a morire.
La vera domanda, allora, è una sola, e chiama in causa l’orgoglio di tutti:
davvero pensiamo che un paese come Lauria possa farsi prendere per i fondelli così facilmente?
Noi crediamo di no.
E proprio per questo chiediamo rispetto. Per le regole, per le persone, per Lauria.
Un gruppo di residenti di Piazza Insorti d’Ungheria e Piazza del Popolo e vie limitrofe stanchi di essere presi in giro









































