ROMA – È morto a Roma, ucciso dal Coronavirus, Giorgio Guastamacchia, agente di scorta del premier Giuseppe Conte. Il decesso è avvenuto oggi, sabato 4 aprile.
Guastamacchia aveva 52 anni: lascia la moglie e due figli. La notizia della sua positività era stata resa nota nelle scorse settimane. Il presidente Conte, come da protocollo, si era sottoposto a tampone per verificare l’eventuale contagio, ma il test aveva dato esito negativo.
Sostituto commissario della Polizia di Stato, Guastamacchia era in servizio presso il Dipartimento della pubblica sicurezza e addetto al servizio scorta del premier.
Stando a quanto si apprende, è morto in seguito alle complicazioni di una polmonite da Coronavirus.
Il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha espresso sentimenti di “cordoglio e di vicinanza ai familiari attorno ai quali si stringe la grande famiglia della Polizia di Stato”.
Nel pomeriggio è arrivato il saluto a Guastamacchia da parte dello stesso Conte:
“Nella giornata di oggi è venuto a mancare Giorgio Guastamacchia, sostituto commissario addetto al mio servizio di protezione, di soli 51 anni. Nei giorni scorsi era stato ricoverato a Roma dopo aver contratto il virus Covid-19.
Per tutti noi che l’abbiamo conosciuto, per i colleghi del servizio di protezione, per i dipendenti della Presidenza del Consiglio, è un momento di grande dolore.
Ci stringiamo alla signora Emanuela, ai suoi figli e ai suoi cari, per esprimere loro i nostri sentimenti di commossa vicinanza.
Rimarrà in me indelebile il ricordo della sua dedizione professionale, dei suoi gesti generosi, dei suoi sorrisi ravvivati da un chiaro filo di ironia”.











































