LAGONEGRO (PZ) – L’Unione Lucana del Lagonegrese ha espresso piena solidarietà e vicinanza al sindaco Salvatore Falabella in relazione alla vicenda che lo ha recentemente coinvolto e che si è conclusa con la demolizione della sua abitazione.
In una nota, i sindaci dell’Unione definiscono l’episodio un fatto di “estrema gravità sul piano umano, familiare e patrimoniale”, sottolineando al contempo come l’intervento sia avvenuto nel pieno rispetto della normativa vigente. Il rispetto delle leggi, viene ribadito, rappresenta un principio imprescindibile e un presidio a tutela di tutti i cittadini, fondamento della legalità, dell’equità e della convivenza civile.
Secondo l’Unione, è necessario distinguere nettamente tra le vicende personali, con i danni concreti e spesso irreversibili che comportano, e il ruolo pubblico di un amministratore e di una maggioranza che operano quotidianamente con dedizione, senso del dovere e attenzione ai bisogni della comunità. La sovrapposizione sistematica di questi piani, estesa non solo al sindaco Falabella ma all’intera maggioranza amministrativa, viene giudicata una forma di delegittimazione che va oltre il legittimo confronto politico.
Una dinamica che, secondo i sindaci, finisce per indebolire le istituzioni, incrinare il rapporto di fiducia con i cittadini e produrre un forte effetto dissuasivo sulla partecipazione civica, allontanando molte persone dall’impegno politico e dalla disponibilità a candidarsi. Un rischio particolarmente grave nelle piccole comunità, dove tali processi possono arrecare un danno duraturo alla qualità della democrazia locale.
La vicenda viene inoltre indicata come occasione per richiamare l’attenzione sulla condizione di particolare vulnerabilità dei sindaci dei comuni montani e delle realtà con meno di 5.000 abitanti. In questi contesti, spiegano i firmatari, i primi cittadini operano spesso in condizioni di isolamento istituzionale, con strutture amministrative ridotte, risorse limitate e un carico di responsabilità molto elevato, che espone la funzione sindacale a una pressione personale e politica sproporzionata. Una fragilità strutturale che rende i sindaci più esposti a conflitti, contenziosi e strumentalizzazioni.
Gli amministratori locali, ricordano ancora i sindaci dell’Unione, rappresentano il primo e più diretto presidio dello Stato nei territori interni e montani. Il loro ruolo è essenziale per garantire servizi, coesione sociale e presidio democratico in aree già segnate da spopolamento e fragilità economiche. Indebolire questa funzione, avvertono, significa mettere a rischio non solo le singole amministrazioni, ma la tenuta stessa delle comunità locali.
Pur riconoscendo il ruolo fondamentale delle minoranze nel controllo e nella contestazione dell’azione amministrativa, l’Unione sottolinea la necessità che il confronto politico rimanga ancorato al merito delle scelte pubbliche, evitando l’uso di questioni personali come strumento di delegittimazione o di pressione verso dimissioni forzate, con ricadute negative sull’intera collettività.
Nel ribadire la fiducia nei valori della legalità, della trasparenza e dell’impegno quotidiano degli amministratori locali, i sindaci dell’Unione Lucana del Lagonegrese auspicano una riflessione più ampia e responsabile sul ruolo e sulle tutele necessarie per chi sceglie di amministrare i comuni montani e le piccole realtà territoriali.
Al sindaco Salvatore Falabella viene infine rinnovato “un sostegno convinto e una stima istituzionale”, con l’auspicio che possano essere ristabiliti serenità, equilibrio e il pieno riconoscimento della correttezza dell’operato svolto nell’interesse della popolazione.
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