POTENZA – Dal 2021 la Regione Basilicata non erogherebbe più contributi ai Comuni per i servizi di mensa e trasporto scolastico. Una situazione che, secondo le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle, Alessia Araneo e Viviana Verri, rappresenta “cinque anni di vuoto e di silenzio istituzionale su servizi essenziali”, con conseguenze dirette sul diritto allo studio, in particolare nelle aree più fragili del territorio.
Le esponenti pentastellate annunciano di aver presentato un’interrogazione a risposta scritta al presidente della Regione, Vito Bardi, e all’assessore regionale Francesco Cupparo, chiedendo chiarimenti su quella che definiscono “una scelta grave e inaccettabile”. L’obiettivo è capire se la Giunta intenda ripristinare i contributi o continuare a lasciare i Comuni senza sostegno.
Secondo Araneo e Verri, la situazione è particolarmente critica nei piccoli centri, dove spesso le scuole non dispongono di cucine interne e il servizio mensa viene affidato a ditte esterne, con costi più elevati. In molti casi, evidenziano, sono gli stessi Comuni a intervenire con risorse proprie, riducendo altri servizi pur di garantire il diritto allo studio.
“Non è più tollerabile che siano soltanto i sindaci e gli enti locali a sostenere questo peso”, sottolineano le consigliere, evidenziando come il risultato sia un sistema sempre più diseguale, in cui l’accesso ai servizi scolastici dipende dal Comune di residenza e dalla condizione economica delle famiglie.
Un quadro che, secondo il Movimento 5 Stelle, penalizza in modo particolare le aree interne della Basilicata, già segnate da carenze infrastrutturali, difficoltà nei collegamenti e fenomeni di isolamento.
Le criticità non si fermano ai costi. Le due esponenti regionali mettono in guardia anche sul rischio di una riduzione dell’offerta formativa: senza il servizio mensa, infatti, diventa difficile garantire il tempo pieno, con un conseguente impoverimento del sistema scolastico. “Quando la scuola perde qualità e servizi – osservano – le giovani famiglie sono spinte ad andare via, alimentando lo spopolamento”.
Nell’interrogazione, Araneo e Verri chiedono alla Giunta regionale di confermare o smentire i dati, spiegare le ragioni della mancata erogazione dei contributi negli ultimi cinque anni e indicare tempi e modalità per un eventuale ripristino delle misure. Sollecitano inoltre interventi concreti per contenere i costi della mensa e sostenere i Comuni in difficoltà, oltre a una valutazione complessiva dell’impatto della situazione sul diritto allo studio e sulla tenuta sociale delle comunità locali.
“Non si tratta di un semplice capitolo di bilancio – concludono – ma di una precisa visione politica: quella di una Regione che rischia di non credere più nel diritto allo studio”.
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