VENEZIA – Maggie Gyllenhaal presiederà la giuria dell’ottantatreesima Mostra Internazionale D’Arte Cinematografica di Venezia, in programma dal 2 al 12 settembre, con il compito di assegnare il Leone d’Oro e gli altri premi del concorso ufficiale.
L’attrice, regista, sceneggiatrice e produttrice statunitense (“Sono entusiasta di accettare l’invito a presiedere la giuria di Venezia quest’anno. Non sarò lì per giudicare ma mi lascerò guidare dalla curiosità, dalla passione e dall’ammirazione”) torna alla Biennale, caldeggiata dal direttore artistico della sezione Cinema Alberto
Barbera, cinque anni dopo il premio ricevuto per la sceneggiatura del film “La Figlia Oscura” (protagonista Olivia Colman) che le è valsa anche una candidatura agli Oscar, tratto dall’omonimo romanzo di Elena Ferrante.
Nello stesso 2021 era stata componente della giuria del Festival di Cannes, in un’edizione che segnava il ritorno in sala dopo la pandemia.
Maggie Gyllenhaal, che deve la sua popolarità come attrice a film legati tra loro dal filo rosso della provocazione(tra tutti Hysteria, sull’invenzione del vibratore e Crazy Heart, che nel 2010 la portò a sfiorare il Premio Oscar come Miglior Attrice Protagonista) non ha mai fatto mistero del proprio legame con l’Italia, tale da portarla a scegliere la Puglia come location del matrimonio con l’attore Peter Sarsgaard.








































