Dal prossimo 29 giugno, e per un paio di mesi, silenzierà la sveglia delle quattro del mattino per un po’ di meritato riposo. La potentina Maria Soave, già anchorwoman del Tg1, chiude la sua prima stagione alla conduzione di 1mattina News, in coppia con Tiberio Timperi, tracciando un bilancio estremamente positivo: «Tiberio è un animale da tv», racconta a Solange Savagnone in un’intervista per Tv Sorrisi e Canzoni, «All’inizio abbiamo dovuto prendere le misure perché venivamo da mondi diversi, io dal tg e lui dall’intrattenimento, ma ho imparato a fare da spalla. Dopo un paio di mesi sono “uscita dal gobbo” lasciandomi trascinare dalla simpatia di Tiberio, che è molto generoso: mi aiuta e mi “riacchiappa” se mi perdo. A volte può sembrare burbero, gli esce il Grinch; invece è il contrario e, come nel film, alla fine si rivela buonissimo».
Umanista di formazione, si è laureata in Lettere Classiche all’Università di Perugia prima di diventare giornalista professionista alle soglie dei Duemila, Soave svela un’insospettabile passione per le notizie di economia, ereditata dal padre, ex impiegato della Banca di Italia. Il suo incubo ricorrente, come forse ci si aspetterebbe non è quello di trovarsi impreparata di fronte a una versione di latino o di greco, o di dover risostenere l’esame di Maturità: «Quando sono fortemente in ansia, sogno di essere davanti alla telecamera del Tg e di non sapere cosa dire. E sono anche vestita malissimo: in pantofole!».
In nove mesi di alzatacce, non è mai arrivata in ritardo («Ma il più puntuale della coppia è Tiberio», ammette) tranne una volta: «il martedì dopo Pasquetta non mi sono svegliata, ronfavo alla grande e mi ha telefonato la truccatrice. Mi sono precipitata in studio e mi hanno truccata in dieci secondi». «Sono una persona “creativa” sotto questo punto di vista: non mi scompongo se arrivo tardi ed esteriormente riesco a non far trapelare il fiatone e la tragedia».
Innamoratissima di suo figlio Alessandro, dieci anni, Maria Soave si dice incline al perdono, ma non dimentica specie quando ha a che fare con l’arroganza e la superbia ostinata. E, riconsiderando il proprio percorso fin qui, conclude: «Nel lavoro, forse, non sono stata coraggiosa quando tutto andava bene, non ho “accelerato”, facendomi invece frenare da invidie, maldicenze e cattiverie. Tornassi indietro stringerei i denti, mi direi che merito che tutto mi vada bene».










































