Martina Saruba, la giovane calciatrice lucana: dalle difficoltà di Lauria alla Primavera 1 di San Marino

INTERVISTA – Il calcio femminile è da sempre visto come una grande incognita e solo dopo gli ultimi mondiali in Francia del 2019  sta ricevendo le giuste attenzioni dagli amanti di questo sport. Proprio per questo motivo ai microfoni di Ivl24, abbiamo deciso di intervistare in esclusiva Martina Saruba, giovane calciatrice originaria di Lauria. Intervistata dal nostro Emanuele Cantisani, la classe 2006 ha parlato del suo passato in Basilicata, della sua esperienza al Riccione e delle sua prossima esperienza in Primavera 1 al San Marino Academy. 

Abitando in una realtà come quella di Lauria, dove il calcio femminile è poco diffuso, ha riscontrato delle difficoltà nel coltivare la sua passione?

“Vivendo in una realtà non molto grande, come quella di Lauria, coltivare la mia passione da bambina non è stato per nulla semplice. Innanzitutto perché ho giocato fino ai 15 anni sempre in squadre composte esclusivamente da ragazzi, non essendoci squadre femminili vicino casa, ma non solo. La difficoltà più grande però, che con il passar del tempo mi ha reso sempre più orgogliosa del mio percorso, è stata il dovermi sottoporre ad una mentalità bigotta del mio territorio. Quest’ultima mi ha spesso fatto tentennare sul voler continuare o meno, ma sono contenta di non aver mai ceduto e aver proseguito per la mia strada. Colgo l’occasione per invitare tutte le mie ragazze, nella mia stessa situazione, a non mollare mai e ad inseguire i propri sogni!” 

Quale è il ruolo in cui predilige giocare? 

“Ho ricoperto diversi ruoli fin da piccola, ma il play davanti alla difesa è quello che mi si addice di  più: il vertice basso nei tre di centrocampo in un eventuale 4-3-3. Adoro come lo hanno interpretano Busquets e Pirlo, bilanciando la fase difensiva e la fase offensiva. Mi son sempre sentita come un direttore d’orchestra, dettando i tempi del giro palla”

Raccontaci dell’ambiente che ha trovato durante la sua permanenza a Riccione…

“A Riccione mi sono interfacciata con una realtà molto all’avanguardia. Il mister ed il preparatore atletico ideavano allenamenti diversi in base alle caratteristiche di ognuna di noi. Durante questi ci cimentavamo in esercizi prevalentemente per raffinare la tecnica, poca corsa senza palla. Mi son ritrovata in una vera e propria squadra, che prima potevo solamente guardare in Tv. 

Ha dei rimpianti riguardo la stagione che si è appena conclusa?

“Ho il rimpianto di non aver giocato quanto desideravo. Tuttavia son riuscita a metter a segno due gol e realizzare diversi assist per le mie compagne. Purtroppo lo stiramento all’adduttore al terzo allenamento e la distorsione alla caviglia di febbraio, mi hanno tenuta lontano dai campi per diversi mesi. Spero di esser più fortunata la prossima stagione!”

Il prossimo campionato lo disputerà in Primavera1. Parlaci di cosa ha provato quando lo ha scoperto…

“L’interesse nei mie confronti da parte della San Marino Academy è stato un fulmine a ciel sereno. Non mi sarei mai aspettata di destar dell’interesse in loro ed esser convocata dopo il provino. Giocare in Primavera 1, l’ultimo step prima del professionismo, è ciò che ho sempre desiderato. Soprattutto dopo l’infortunio, è stata una grandissima soddisfazione e sarà un’esperienza che mi permetterà di aumentare ulteriormente le mie qualità”

Quanto è stato determinante al fine della sua carriera, il supporto della sua famiglia?

“Indispensabile. A partire da mia madre e mio papà, passando per mia sorella e mio fratello. Proprio mio fratello, Roberto, ha svolto un ruolo fondamentale per l’iniziazione della mia carriera. Prima che diventasse terzino debuttò come vertice basso, proprio come me. Infatti mi sono innamorata del numero 5 proprio andando a veder le sue partite. Lui mi ha inculcato la passione per questo meraviglioso sport oltre che ad avermi spronato sempre a migliorare. A lui devo una grande parte di meriti, se, ora, posso ambire a trasformare un sogno in realtà”