Martoccia (Gruppo Lucano): «Il volontariato non ha colore politico. Basta narrazioni distorte»

POTENZA – «Il volontariato non ha colore politico. Basta con ricostruzioni distorte: vogliamo solo continuare a lavorare serenamente per il bene della comunità». È netto l’intervento di Pierluigi Martoccia, presidente nazionale del Gruppo Lucano di Protezione Civile, che replica alle polemiche e alle letture politiche circolate negli ultimi giorni attorno alle vicende dell’associazione.

Martoccia parte da un ricordo personale: «Sono cresciuto in una famiglia di tradizione democratica cattolica. Mia madre mi ha insegnato a non fermarmi alle apparenze, a documentarmi prima di esprimere un giudizio». Ed è proprio questo, spiega, il motivo per cui guarda «con perplessità» ad articoli e post che descrivono presunte contrapposizioni interne di natura politica.

«Sono volontario dal 2004 e nel Gruppo Lucano ci sono da sempre uomini e donne con idee politiche diverse. Alcuni ricoprono incarichi nei partiti, altri no: non è mai stato un problema. Il nostro scopo è un altro. In vent’anni non mi sono mai chiesto quale governo fosse in carica: ho fatto il volontario, e continuo a farlo».

Il presidente respinge ogni allusione a interessi personali: «Non sono mai stato candidato, non sono stato designato da partiti, non ho usato il ruolo per ottenere incarichi. Sono un professionista che ha scelto anche di fare volontariato».

Martoccia rivendica poi il contributo dei volontari, spesso – afferma – messo in ombra da narrazioni individualistiche: «C’è chi ha fatto credere che la storia del Gruppo Lucano l’abbia scritta un solo uomo. Ma la nostra storia appartiene alle migliaia di volontari che ogni giorno dedicano tempo e professionalità alla comunità».

Ricostruendo la sua elezione, ricorda che nel 2021 l’allora presidente «aveva deciso di non ricandidarsi» e che la sua candidatura fu sostenuta dallo stesso direttivo. «Sono stato eletto nel gennaio 2022. L’inizio non è stato semplice: nuove norme sul terzo settore, casse vuote, impegni economici già presi. Poi sono arrivate difficoltà inaspettate».

Il presidente descrive un clima «teso», segnato da sequestri di documenti da parte dei Carabinieri, da «campagne informative non autorizzate» e da «ostruzionismi» nella gestione delle sedi. Racconta anche un episodio di violenza: «Nel 2022 subii una vera e propria aggressione. Solo l’intervento dei presenti evitò conseguenze più gravi». Seguono, afferma, «lettere diffamatorie» e tentativi di «ripristinare un comando non più esistente». Su questi fatti è in corso un procedimento giudiziario.

L’assenza di una sede operativa, sottolinea, ha reso difficile il lavoro dell’associazione: «Nel 2023 e 2024 abbiamo continuato le attività senza una struttura. Il Comune di Viggiano aveva deliberato la concessione in comodato, ma nel gennaio 2025 è accaduto l’inimmaginabile».

Martoccia si riferisce all’elezione di un presidente di sede «in violazione del regolamento» e al cambio delle serrature delle strutture utilizzate dal Gruppo Lucano. «Da lì l’ordinanza di sgombero. E paradossalmente siamo stati costretti a sgomberare un immobile a cui noi stessi non avevamo accesso». Ogni tentativo di recupero del materiale, aggiunge, «è stato ostacolato».

Il presidente denuncia anche l’uso improprio della pagina Facebook storica dell’associazione da parte di un «comitato di difesa» che, sostiene, «scrive a nome del Gruppo Lucano senza averne titolo». E sottolinea un ultimo paradosso: «L’unica sede a non aver adeguato lo statuto al nome “Gruppo Lucano” è proprio quella di Viggiano».

Da qui l’affondo: «Cosa c’entra tutto questo con la destra o con la sinistra? Impedire l’uso di una struttura è di destra o di sinistra? Prendere a pugni una persona è legittimo? Davvero bisogna chiedere permesso a qualcuno per fare volontariato?».

Martoccia conclude con un appello contro giudizi affrettati: «A chi sente il bisogno di puntare il dito ricordo che non conosce nemmeno un frammento di questa brutta pagina. Chiediamo solo di lavorare in pace, con responsabilità e nel rispetto del compito delicato che la Protezione civile svolge per tutti».

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