Massimo Catalano, (Renanera): “Ho introdotto nella mia quotidianità la voglia di vivere”

LAGONEGRO (PZ) – “Sono felicemente pronto ad affrontare una breve intervista, che ho metabolizzato dapprima come il dagherrotipo del mio ritratto artistico, un po’ per dare coraggio alle parole, un po’ per non smorzare l’attenzione”. Esordisce con queste parole Massimo Catalano, giovane chitarrista dei Renanera in una piacevole chiacchierata tra arte, musica e “magia”.

“Credo instintivamente nella magia, diventi essa l’energia emotiva che si trasmette come noi e dopo noi, emanata dall’ombra dei passi seguenti il nostro passaggio, fino a diventare una sensazione così forte che qui nei borghi, ancora si manifesta il ricordo tiepido di un passato da ricordare ad occhi chiusi, ma da ammirare con 3 occhi. Ogni cosa come l’acqua prende forma dal suo involucro, vien da sé che siamo argini, o come scriveva Rol, “grondaie”. Di questa eterea energia possiamo farne arte e condividerla”, spiega con entusiasmo l’artista, che poi si apre anche a un suo ritratto più intimista”: “Ho introdotto nella mia quotidianità la voglia di vivere, scovare emozioni latenti, attimi e riflessioni che sovente sfuggiamo ad attendere; quanto basterebbe aspettare. Così come nelle Arti marziali, più precisamente nel Kobudō, nell’arte “magica” abbiamo a disposizione un arsenale di strumenti come il Saz baglama Turco/Armeno, la Lira Arpa, il Kemenche del Mar Nero, la Balalaika, il Mandolino, l’Ukulele, la Chitarra flamenca, pronti ad essere impugnati e suonati a rievocare la sempreverde musica che dorme dentro il bardo. Ma questo non basta”, mi racconta con un briciolo di malinconia.

“In un corpo sano abita una mente intelligente, capace di evolversi, ed ho cercato questa mutevolezza insistentemente, mi sono immerso nel mare di incertezze che costeggia la mia terra, e costantemente persevero a scalare le vette di saggezza che sormontano la mia Basilicata”, chiude Massimo, che poi mi lascia in eredità alcuni versi che vi ripropongo qui sotto.

Lì dove c’è silenzio

musica giace.

Ora che sto suonando, di nuovo il silenzio.