Mastroianni (Fdi Lagonegro): “il Plesso Scolastico di Piazza della Repubblica non merita la demolizione”

Nota a cura di Angela Mastroianni, esponente di Fratelli d’Italia Lagonegro

LAGONEGRO (PZ) – L’impegno civico e politico non si esaurisce nel risultato delle urne, sono Angela Mastroianni, candidata nella lista arrivata seconda alla competizione elettorale dello scorso maggio e Capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio Comunale dal 2020 al 2022 e con questo documento colgo l’occasione di rappresentare pubblicamente il mio pensiero.

FdI è forza di Governo Nazionale e Regionale, qui a Lagonegro non vede nessun rappresentante nelle Istituzioni, cosa che mi rammarica molto ma sono consapevole di dover continuare a rappresentare il mio partito, oggi come mai prima. Nei momenti cruciali della formazione delle liste, le principali forze politiche del centrodestra non hanno saputo fare sintesi, sia fra loro stesse che all’interno delle diverse gerarchie Regionali, Provinciali e comunali, lo schema ipotizzato era diverso per ognuno ed il risultato finale è stata una debacle dalla quale non si è salvato nessuno. In quei momenti ho sempre suggerito un forte protagonismo di Fratelli d’Italia, strameritato negli anni precedenti ed alla luce dello scioglimento anticipato del Consiglio Comunale si doveva disarmare gli avversari evitando la ricandidatura a Sindaco di Maria Di Lascio.

Premetto che non sono mai stata avvezza a polemizzare sui social e tanto meno a farci politica; tuttavia, questa nuova Amministrazione Comunale ha chiaramente scelto come unico ambito in cui discutere delle vicende amministrative di Lagonegro Facebook; pertanto, mio malgrado non mi posso sottrarre, soprattutto quando chiamata in causa direttamente.

La vicenda riguardante la demolizione del Plesso Scolastico di Piazza della Repubblica, sede dell’Istituto Comprensivo di Lagonegro e l’inattesa inversione di marcia della Giunta Comunale di Lagonegro che il 10 agosto u.s. ha approvato lo studio di fattibilità tecnico-economico mi impone di affidare pubblicamente il mio giudizio in merito.

I miei distinguo rispetto alle scelte della precedente amministrazione comunale sono agli atti e pubblici, non ne ho mai fatto mistero e ne ho anche subito le conseguenze, ho scelto di candidarmi contro Maria Di Lascio anche per questo e soprattutto ho scelto di stare con chi in maniera pubblica e cristallina si era sempre schierata contro questa demolizione, così come faceva all’epoca l’attuale maggioranza.

Il Sindaco Falabella dice che la delibera adottata è un atto dovuto e che l’azione politica della maggioranza fermerà la demolizione; quindi, a parole il Sindaco è contrario, gli atti amministrativi con la sua firma dicono che è a favore e nel mezzo ci sono le azioni, ossia la presentazione del progetto in sala consiliare dove seduto sorridente affianco al progettista si è anche intestato alcune migliorie come un atrio più grande. A quale dei tre Falabella si deve credere? Per formazione ed appartenenza politica credo agli atti amministrativi e pertanto alla Delibera di Giunta del 10 agosto; quindi, dico Il Sindaco Falabella e la sua Giunta sono favorevoli alla demolizione.

Nella narrazione del Sindaco Falabella riconosco l’esperienza di un politico di lungo corso, prende un rigo nel quale c’è scritto “commissariamento” e lo racconta a propria convenienza decontestualizzando l’intera vicenda. Il rischio commissariamento, se c’è stato, era dovuto unicamente all’inerzia dell’Amministrazione Falabella che da maggio ad agosto si è limitata a qualche telefonata (così ha raccontato il Sindaco ai cittadini venerdì 25.05.23).

Chiarisco quest’ultimo passaggio ulteriormente se l’Amministrazione Comunale di Lagonegro anziché far chiacchiere avesse messo in campo atti amministrativi ed elaborati tecnici il commissariamento non ci sarebbe mai potuto essere, lo Stato non si può sostituire rispetto ad una decisione ma lo fa unicamente rispetto all’inerzia. Faccio un esempio in un diverso ambito, se il Consiglio Comunale approva un Bilancio Consuntivo palesemente errato non si viene commissariati, saranno poi altre articolazioni delle Istituzioni ad agire perché il Bilancio rispetti le norme, al contrario

si viene commissariati quando il bilancio seppur perfettamente conforme alle norme non viene approvato per inerzia dell’Amministrazione. Pertanto, a Lagonegro se l’Amministrazione Falabella avesse adottato una delibera di giunta che metteva nero su bianco la contrarietà alla demolizione di certo non sarebbe stata commissariata, semmai avremmo visto impugnare l’atto al TAR.

Non voglio sottrarmi al dire come avrei agito io: iniziando dalla cosa più ovvia, l’interesse degli alunni e delle famiglie! I Lagonegresi hanno il diritto di sapere se quell’edificio è pericoloso o meno per i bambini che lo frequentano e partendo da lì si risolve tutta la questione. Il 16 maggio (ma siamo ancora in tempo) si doveva affidare la redazione di uno studio sulla vulnerabilità sismica del plesso scolastico di P.zza della Repubblica, che avrebbe certamente raccontato quello che tutti conosciamo, lo stabile non è a rischio crollo immediato e può essere adeguato con interventi più semplici ed economici senza intaccare le attività didattiche. Subito dopo la Giunta Comunale forte dell’elaborato tecnico sulla vulnerabilità sismica avrebbe facilmente e giustamente rinunciato alla demolizione.

Per me è impossibile, ma qualora la vulnerabilità sismica avesse dato esito negativo; quindi, nella malaugurata ipotesi che l’edificio fosse tanto pericolante da richiedere l’abbattimento, chiunque fosse il Sindaco non potrebbe consentire che sia in esercizio adottando urgentemente ordinanza di chiusura!

Insomma, delle due l’una o la scuola va demolita ed i bimbi non la possono frequentare, oppure non va demolita e bisogna fermare questa pazzia di progetto!

Concludo dicendo al Sindaco Falabella che con lucidità e lungimiranza deve fermare l’iter amministrativo revocando la delibera di giunta dello scorso 10 agosto, immediatamente ribadire che quel fabbricato non merita la demolizione con i necessari elaborati tecnici e chiamare a raccolta la cittadinanza perché lo sostenga in questo percorso, dal canto mio ci sarò ribadendo il mio “NO ALLA DEMOLIZIONE DI P.ZZA REPUBBLICA”.