Matera, sequestrati due cantieri in piazza Michele Bianco. Legambiente attacca: “È il fallimento delle politiche urbanistiche”

MATERA – A Matera il sequestro preventivo di due cantieri nell’area dell’ex comparto del centro direzionale in piazza Michele Bianco riaccende il dibattito sulla gestione urbanistica della città e sul ruolo delle normative regionali in materia edilizia. A intervenire sulla vicenda è Legambiente Basilicata, che parla di un caso emblematico delle criticità generate negli anni dalle politiche sul governo del territorio.

Secondo l’associazione ambientalista, quanto accaduto rappresenta “l’immagine plastica del fallimento delle politiche di governo delle città e del territorio”, evidenziando un legame con gli effetti della legge regionale sul Piano Casa, in vigore dal 2009 e più volte modificata e prorogata nel corso degli anni.

Legambiente ricorda di essersi opposta alla norma sin dalla sua introduzione, sostenendo che nel tempo le continue deroghe e proroghe abbiano finito per indebolire gli strumenti ordinari della pianificazione urbanistica, riducendo il ruolo dei Comuni nella gestione del territorio. Nel mirino dell’associazione non ci sono solo le scelte regionali, ma anche quelle delle amministrazioni locali che si sono succedute negli ultimi quindici anni, accusate di non aver rivendicato con decisione la titolarità delle politiche urbanistiche.

Secondo Legambiente, la deregulation urbanistica avrebbe favorito interessi diversi – dalle imprese ai tecnici fino agli stessi governi locali – ma non avrebbe tutelato adeguatamente l’equilibrio delle città, che devono invece rispettare limiti di densità edilizia, standard urbanistici e dotazioni di servizi collettivi.

L’associazione sottolinea inoltre come i Comuni avrebbero potuto adottare strumenti urbanistici più stringenti per limitare gli effetti delle deroghe introdotte dalla normativa regionale, ma ciò non sarebbe avvenuto, nemmeno in contesti urbani già saturi. Una responsabilità che, secondo Legambiente, attraversa tutte le amministrazioni che si sono succedute negli ultimi anni.

Nel comunicato viene ricordato anche che la Corte costituzionale è intervenuta più volte sulle leggi regionali relative al Piano Casa, dichiarando in diversi casi l’illegittimità di proroghe o deroghe che contrastavano con i principi della pianificazione urbanistica e con le competenze dei Comuni.

Sulla vicenda specifica di piazza Michele Bianco, Legambiente evidenzia di aver sollevato richieste di chiarimento già a partire dal 2024, alle quali – secondo l’associazione – l’amministrazione comunale aveva risposto assicurando un costante monitoraggio dei lavori. Dubbi che, secondo gli ambientalisti, oggi si ritrovano alla base dei provvedimenti cautelari disposti dalla magistratura.

Per Legambiente, l’approvazione del Regolamento urbanistico comunale nel 2021 avrebbe potuto rappresentare un’occasione per chiarire norme e procedure, ma questa opportunità – sostiene l’associazione – non sarebbe stata pienamente sfruttata. Da qui l’appello a riaprire un confronto pubblico più ampio sul futuro urbanistico della città e sulla responsabilità collettiva nella tutela del territorio.

Il comunicato è firmato da Antonio Lanorte, presidente di Legambiente Basilicata, Michele Morelli del direttivo regionale e Giovanni Moliterni, presidente del circolo Legambiente di Matera.

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