Mega: “Dal governo Bardi solo proclami. Le stabilizzazioni annunciate in sanità non sono sufficienti”

POTENZA – “La stabilizzazione di trecento precari nella sanità annunciata dall’assessore regionale Francesco Fanelli, pur essendo importante, non è assolutamente sufficiente a colmare le gravi carenze del sistema sanitario regionale e la penuria di medici e personale. Ancora una volta si fa propaganda sui problemi reali dei cittadini, sui quali ricadono i ritardi dell’attuale governo regionale”.  È quanto afferma il segretario generale della Cgil Basilicata, Fernando Mega. 

“Attraverso continui proclami – sostiene Mega – il governo Bardi cerca di distogliere l’attenzione dai problemi che persistono nella sanità lucana, rispetto ai quali anche i numeri delle stabilizzazioni non sono idonei a dare una svolta. Assunzioni che si e no coprono il turnover, oltre al fatto che sono ancora tanti i precari rimasti fuori, alcuni dei quali rischiano anche di non vedersi più rinnovati i contratti, nonostante la maturazione dei requisiti per la stabilizzazione e l’impegno profuso in questi anni di pandemia.

I cittadini lucani continuano pagare un prezzo troppo alto, tra carenze di personale di comparto e medico nei reparti e tempi biblici delle liste attese. In Basilicata carenza di personale e liste di attesa sempre più lunghe hanno fatto aumentare la migrazione sanitaria fino all’83,4% con un costo alla Regione di 69 milioni di euro secondo gli ultimi dati aggiornati. Ciò implica un notevole aumento della spesa sanitaria per i pazienti lucani, molti dei quali, soprattutto fragili e anziani, rinunciano alla cure. Un trend confermato anche dall’indagine sul gradimento della sanità lucana proprio in questi giorni presentata dallo Spi Cgil Basilicata, dalla quale emerge il giudizio pessimo degli intervistati sui servizi sanitari erogati, specie sulle liste di attesa che arrivano a superare anche i sei mesi”.

Ciò, secondo Mega, “dimostra ancora una volta come l’azione di questo governo regionale sul recupero delle liste di attesa a oggi non è sufficiente. In Basilicata il recupero delle prestazioni ambulatoriali è stato solo del 34%, mentre la Regione ha utilizzato solo l’81% dei 4,6 milioni di euro stanziati a tale scopo dal governo nazionale. Il tutto approvando indirizzi strategici e indicazioni operative per il recupero dei tempi di attesa senza alcun confronto preliminare con sindacati e addetti.  A ciò si aggiunge la gran confusione che impera sulla sanità privata per il mancato aggiornamento delle tariffe di quella  convenzionata e il mancato pagamento delle prestazioni rese extra budget. La Basilicata nel monitoraggio dei Lea – ricorda il leader della Cgil lucana – è fanalino di coda, con un punteggio inferiore alla soglia in due delle tre macro aree, ovvero prevenzione e assistenza ospedaliera, laddove gli indicatori relativi allo screening e alla non autosufficienza posizionano  in basso la nostra regione. In questo quadro, già complesso, si inseriscono in Basilicata le mancate nomine della direzione delle aziende sanitarie e il fatto che a oggi, dopo le dimissioni del direttore generale, il dipartimento alla Salute della Regione Basilicata è retto da un facente funzioni.  Proprio sulle nomine nella sanità è andato in scena il balletto delle poltrone nella poca chiarezza e nell’esasperata commistione tra gestione politica e amministrativa. 

Sono passati dieci mesi dalla mobilitazione regionale a novembre dello scorso anno, quando in migliaia siamo scesi in piazza per chiedere il rispetto del diritto alla salute. Decine e decine sono state le sollecitazioni e le richieste di incontro che si sono susseguite, da ultimo l’appello lanciato dalle Giornate del Lavoro della Cgil a Matera, ma a oggi non c’è stato nessun confronto di merito con il governo Bardi. Alla sanità lucana non servono proclami – conclude il segretario – ma ascolto, programmazione e investimenti. Ci aspettiamo che al tavolo tecnico convocato dall’assessore a seguito della richiesta delle categorie vengano rispettati gli impegni assunti sul completamento delle stabilizzazioni”.