MELFI (PZ) – Si è svolto ieri a Roma, presso il Mimit, un tavolo dedicato al rilancio degli stabilimenti PMC e Brose di San Nicola di Melfi. All’incontro ha partecipato anche il direttore generale Giuseppina Lo Vecchio, insieme ai rappresentanti istituzionali e alle parti coinvolte.
Soddisfazione è stata espressa dall’assessore regionale allo Sviluppo Economico, Francesco Cupparo, che ha sottolineato come il progetto presentato rappresenti «il punto di arrivo di un lungo lavoro condiviso tra Dipartimento, Mimit, sindacati e con il sostegno determinante di Stellantis».
Il piano industriale prevede il pieno assorbimento delle unità lavorative attualmente impiegate nei due stabilimenti, attraverso il recupero e il rilancio di un sito produttivo dismesso. Al centro dell’iniziativa la creazione di un polo industriale multifunzionale capace di integrare produzione, recupero e valorizzazione delle materie, con significative ricadute occupazionali sul territorio.
Il progetto, presentato dalla società C. Costruzioni srl con sede a Potenza, include la realizzazione di un impianto per la produzione di bitume, una linea per la raccolta e il trattamento dei RAEE (rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) e una linea dedicata al recupero dei PFU (pneumatici fuori uso). I dettagli saranno illustrati nelle prossime settimane a Regione e organizzazioni sindacali.
All’incontro odierno erano presenti anche la funzionaria Maria Leone e il consigliere regionale Michele Napoli.
«Si tratta della dimostrazione – ha aggiunto Cupparo – di un lavoro portato avanti con determinazione e attraverso il dialogo istituzionale, che ha consentito di arrivare a una soluzione concreta per i lavoratori, superando la logica degli ammortizzatori sociali e garantendo prospettive occupazionali stabili».
L’assessore ha inoltre ringraziato Stellantis per il contributo offerto e per la nuova fase produttiva avviata a Melfi, evidenziando la necessità di proseguire nel percorso di riconversione industriale del comparto automotive. Un’attenzione particolare è stata rivolta anche all’indotto locale, con l’auspicio che una quota significativa delle nuove commesse venga destinata alle imprese del territorio lucano, al fine di rafforzare la filiera e consolidare l’occupazione.








































