Mobilità sanitaria, Basilicata oltre i 70 milioni di saldo negativo: più di 128 milioni spesi fuori regione

POTENZA – Supera i 70 milioni di euro la differenza tra quanto la Basilicata incassa e quanto spende per la mobilità sanitaria interregionale. A fronte di oltre 58 milioni di euro ricevuti per l’assistenza sanitaria garantita a pazienti provenienti da altre regioni, la spesa sostenuta per i lucani che scelgono di curarsi fuori regione supera i 128 milioni.
I dati, riferiti al 2024, provengono dal Ministero della Salute e sono legati al riparto del Fondo sanitario nazionale, sul quale l’intesa è stata raggiunta in Conferenza Stato-Regioni alla fine di dicembre. Un quadro che conferma le difficoltà strutturali del sistema sanitario lucano nel trattenere i propri pazienti.
L’analisi della mobilità sanitaria evidenzia come alcune regioni del Nord – in particolare Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna – continuino ad attrarre un numero consistente di pazienti, soprattutto dal Mezzogiorno, alla ricerca di servizi percepiti come più efficienti e di maggiore qualità.
Il saldo negativo della Basilicata non è un dato episodico. Negli ultimi anni è stato certificato anche da Agenas, l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali del Ministero della Salute: si è passati dai circa 30 milioni di euro di disavanzo del 2018 ai 52 milioni del 2023, a conferma di una tendenza in peggioramento.
Dal rapporto Agenas emergono però elementi di segno diverso. Tra quelli positivi, quasi un ricovero ospedaliero su cinque effettuato in Basilicata riguarda pazienti non residenti. Tuttavia, l’Agenzia segnala anche un’elevata quota di spesa legata a prestazioni di minore complessità, per le quali la mobilità risulta “meno giustificata”, indicando margini di miglioramento nell’offerta sanitaria regionale.
Non a caso, nel documento programmatico per la redazione del Piano regionale della Salute 2026-2030, la mobilità sanitaria viene individuata come una delle principali criticità del sistema. Per contrastarla, la Regione punta su investimenti in attrezzature e tecnologie, sulla formazione continua del personale sanitario, su una migliore accessibilità ai servizi e su una più stretta collaborazione con centri di eccellenza, con l’obiettivo di rafforzare l’attrattività e la qualità dell’assistenza offerta sul territorio.

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