ROMA – La Corte di Cassazione tornerà a esprimersi sul caso di Luca Ventre. La V sezione penale ha fissato al 22 maggio la data dell’udienza che potrebbe portare alla riapertura dell’inchiesta sulla morte del 35enne, archiviata dalla Procura di Roma nell’ottobre scorso.
I giudici hanno dichiarato ammissibile il ricorso presentato dall’avvocato Massimiliano Spitaleri, legale del padre, del fratello e della figlia minorenne della vittima, residenti in Uruguay. Una decisione che riapre uno spiraglio per i familiari, da tempo impegnati nella richiesta di verità e giustizia.
Ventre morì il 1° gennaio 2021, dopo essere stato immobilizzato nel cortile dell’ambasciata italiana a Montevideo. Secondo quanto ricostruito, l’uomo fu bloccato a terra per circa 14 minuti con un ginocchio sul collo. Trasportato in ospedale, morì poco dopo: l’autopsia ha indicato come causa del decesso l’asfissia. Le fasi dell’intervento furono riprese dalle telecamere della sede diplomatica e della struttura sanitaria.
La Procura capitolina aveva indagato per omicidio preterintenzionale l’agente coinvolto, ma aveva poi chiesto l’archiviazione per improcedibilità, sostenendo che il poliziotto non fosse mai stato sul territorio italiano. Un punto fortemente contestato dalla famiglia.
Durante l’emergenza Covid, infatti, il servizio di sicurezza dell’ambasciata era stato affidato alla polizia uruguaiana. Secondo i legali dei familiari — tra cui anche l’avvocato Fabio Anselmo — l’agente sarebbe comunque perseguibile in quanto operava per conto dello Stato italiano al momento dei fatti.
Una tesi che nel 2024 era stata accolta da un giudice per le indagini preliminari, che aveva respinto la richiesta di archiviazione. Successivamente, però, un secondo giudice aveva rigettato le opposizioni presentate dalla madre e dal fratello della vittima, disponendo la chiusura del caso.
Ora, con il pronunciamento atteso della Cassazione, la vicenda giudiziaria potrebbe conoscere un nuovo sviluppo. Per la famiglia Ventre si riaccende la speranza di ottenere una piena ricostruzione dei fatti e l’accertamento delle eventuali responsabilità.











































