NEMOLI (PZ) – “Accogliere al Lago Sirino, per il quarto anno consecutivo, una manifestazione di respiro nazionale è motivo di grande soddisfazione per la nostra comunità. Il Sirino non è soltanto il cuore verde della nostra terra, ma un luogo che racconta fatica, pastorizia e identità. Ed è qui che la Podolica, simbolo della nostra agricoltura estensiva e della nostra storia, trova la sua casa ideale”.
Con queste parole il sindaco di Nemoli, Domenico “Mimmo” Carlomagno, presenta la XX Mostra Nazionale dei bovini di razza Podolica, in programma da venerdì 17 a domenica 19 luglio nell’area del Lago Sirino.
Per il primo cittadino, la Podolica rappresenta molto più di una razza bovina. “È resilienza, è il legame millenario tra l’uomo, il pascolo e la montagna. È economia, biodiversità e qualità alimentare. È la dimostrazione concreta che si può fare impresa nel pieno rispetto della terra e degli animali”.
Carlomagno sottolinea come, nei tre giorni della manifestazione, Nemoli diventerà il punto di riferimento della zootecnia italiana, ospitando esposizioni, concorsi, approfondimenti tecnici, ma anche momenti di festa, musica e degustazioni dedicate ai prodotti del territorio. “La Podolica – evidenzia – è anche cultura, comunità e accoglienza”.
Il sindaco ribadisce quindi l’impegno dell’Amministrazione comunale nel sostenere iniziative di questo genere. “Crediamo che valorizzare le nostre eccellenze significhi creare opportunità per i giovani, promuovere il territorio e raccontare una Basilicata che lavora, produce qualità e guarda al futuro”.
Infine, Carlomagno rivolge un ringraziamento agli organizzatori e a tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della manifestazione. “Un grazie ad A.R.A. Basilicata, ANABIC, Regione Basilicata, agli enti coinvolti, agli sponsor e ai volontari che hanno reso possibile questa ventesima edizione. Un ringraziamento particolare va agli allevatori, veri custodi della razza Podolica, che con il loro lavoro quotidiano preservano una tradizione che rappresenta anche il futuro delle nostre aree interne”.











































