Nel ‘Diabolik’ dei Manetti, niente è come sembra

Ladro, gentiluomo, trasformista e attore

Di Riccardo Manfredelli .

EDITORIALE – Il Diabolik dei Manetti Bros, interpretato da Luca Marinelli, offre anche un compendio del lavoro di un attore. Degli attori, infatti, si dice spesso che essi indossano una maschera quando interpretano un personaggio, al più distante da quello che loro sono nella realtà, si calano – con un grande lavoro preparatorio – nei panni di un’altra persona, nella sua stessa vita.

Sebbene per intenti meno nobili, anche Diabolik fa lo stesso: indossa letteralmente delle maschere e si appropria in tutto e per tutto della vita delle sue vittime, arrivando persino a replicarne la voce. 

Una scena illuminante in questo senso, forse quella che più di tutte offre una chiave di lettura del film, è quella in cui il ladro dei fumetti  creato dalle sorelle Giussani nel 1962, ascolta ossessivamente la voce di Roberto, il cameriere a cui è stato dato il compito di proteggere Eva Kant, giunta a Clerville con al seguito un preziosissimo diamante rosa

La ascolta per impararla a memoria, come un attore fa con le battute su un copione, per entrare nei suoi panni anche attraverso la voce.

Miriam Leone è meravigliosa, perfetta nei panni di Eva Kant. Il suo magnetismo e l’eleganza, che auspichiamo possano lasciare un segno su questa stagione dei premi cinematografici italiani, reggono buona parte del film e avranno ancora più spazio nei due sequel di Diabolik in cantiere, attesissimi e già parecchio discussi per il passaggio di consegne nel ruolo del protagonista che dovrebbe avvenire tra Marinelli e Giacomo Gianniotti, attore italo-canadese noto per il ruolo del dottor Andrew DeLuca nel medical americano Grey’s Anatomy.

Convincente anche l’ispettore Ginko ritratto da Valerio Mastandrea. Un ruolo che è stato per l’attore romano, già voce dell’Armadillo nella serie Netflix di Zerocalcare Strappare Lungo i Bordi, una vera e propria prova di resistenza. Ha raccontato infatti in più di un’occasione: “Quando riflette, Ginko porta spesso la pipa alla bocca. Io non fumo più da anni e, per evitare di ricadere in tentazione, alla fine di ogni ciak chiedevo alla troupe di farla sparire immediatamente dalla mia vista”.

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