GENOVA – Il rilancio dell’Italia riparte da Genova e dal suo ponte ricostruito a venti mesi dalla tragedia dello scorso 14 agosto 2018 che purtroppò costò la vita a 43 persone.
E’un simbolo del riscatto italiano il nuovo viadotto sul Polcevera che riunisce le due sponde della valle e la cui foto notturna, in patriottico tricolore, ha fatto il giro del mondo.
Nella mattinata odierna è terminato il varo della diciannovesima campata d’acciaio di un viadotto lungo 1067 metri e che rappresenterà per Genova e per l’Italia intera un nuovo “Risorgimento”.

Un’impresa che, come già scritto dal nostro portale lo scorso 16 febbraio, parla anche lauriota, grazie all’impegno e al lavoro di Vincenzo Riccio, Capo cantiere Carpenteria Pesante presso la Fincantieri.

In un video pubblicato circa due mesi fa, Vincenzo appariva visibilmente fiero ed emozionato nel raccontare la costruzione dell’opera, definendo “il cantiere una famiglia” e dell’orgoglio di far parte di un progetto che “ti fa sentire di essere al centro di qualcosa di importante, che ti mette in condizione di dare il massimo impegno per la gente di Genova e per la città stessa, ma soprattutto per tutta l’Italia”.
La comunità lauriota partecipa con fierezza e gioia al lavoro di Vincenzo e dell’intera squadra di operai, ingegneri e costruttori che hanno reso possibile quest’opera così importante non solo a livello logistico, ma soprattutto rappresentativo.
La storia di Vincenzo è esemplare e importante, soprattutto in tempi difficili come questo, lontano dagli affetti ma con la consapevolezza di aver reso grande non solo una città, ma l’intera nazione.










































