Lauria (PZ) – Alla sedicenne lauriota Serena Zullo è stato conferito l’Attestato d’onore di “Alfiere della Repubblica” per essersi distinta insieme ad altri 27 giovani nel 2025 per comportamenti ispirati a senso civico, altruismo e solidarietà. Il tema scelto dal Quirinale è “Sperimentare e comunicare la solidarietà”. La motivazione che inorgoglisce l’intera comunità espressa dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è “Per l’impegno di volontariato in favore della propria comunità e del territorio in cui vive. Per l’energia e la passione con cui promuove la cultura del dono, contribuendo alla crescita civile e sociale.”
“Serena è una giovane –come riportato dal portale ufficiale del Quirinale- molto impegnata nel sociale e nel volontariato. Partecipa con entusiasmo a tutte le iniziative di solidarietà e di promozione della cultura del dono organizzate dall’AVIS comunale. Come animatrice parrocchiale contribuisce alla vita dell’oratorio invernale ed estivo, curando in particolare il laboratorio teatrale. Profondamente legata alle tradizioni della propria terra, ha scelto di suonare l’organetto, strumento tipico della musica folk locale, guadagnandosi la stima e l’apprezzamento della comunità”. Serena frequenta la classe terza sezione B del Liceo Classico “N. Carlomagno” di Lauria; super impegnata con le attività dell’AVIS da circa dieci anni, da cinque frequenta in maniera assidua l’oratorio “Domenico Savio” della Parrocchia di San Giacomo di Lauria e dal 2023 faccio parte della JMV (Gioventù Mariana Vincenziana) con le Figlie della Carità di Lauria.
La cerimonia con la consegna degli attestati si terrà il prossimo 7 maggio al Quirinale.

Le azioni concrete, i sogni, l’altruismo di Serena: l’intervista
Sei stata nominata “Alfiere della Repubblica” per il tuo impegno nel volontariato: quando hai capito, per la prima volta, che aiutare gli altri sarebbe diventato una parte importante della tua vita?
Ricevere la nomina di Alfiere della Repubblica è un onore e una gioia, ma se devo essere sincera, quando mi chiedono di pensare al momento preciso in cui ho deciso di impegnarmi nel volontariato, faccio fatica. Il motivo è semplice: nella mia casa l’altruismo si respira da sempre. È qualcosa che ho assorbito crescendo. Molti vedono il volontariato come un peso, un lavoro extra, per noi non è mai stato così. Aiutare mi viene naturale, credo sia un vero e proprio modo di essere.
Nel tuo percorso emerge una forte promozione della “cultura del dono”: cosa significa concretamente per una ragazza della tua età trasformare questo valore in azioni quotidiane?
Il dono, prima di tutto, è uno stile di vita. Trasformarlo in azioni concrete e quotidiane alla mia età significa donare tempo e attenzione. Fermarsi ad ascoltare un amico in difficoltà, fare compagnia a una persona anziana, aiutare i compagni in classe, partecipare alla cura degli spazi comuni, condividere le proprie competenze. Spesso un gesto gentile ne genera un altro: la solidarietà è una vera e propria reazione a catena. Quando aiuti un bambino a capire un esercizio difficile o insegni ad un anziano ad usare il cellulare, non stai solo risolvendo un problema pratico in quel momento, ma stai piantando un seme.
Partecipi attivamente alle iniziative dell’AVIS e alla vita dell’oratorio: quanto è importante, secondo te, coinvolgere i coetanei in esperienze concrete di solidarietà?
Coinvolgersi a vicenda tra coetanei credo sia fondamentale: c’è una grande differenza tra sentire parlare di solidarietà e viverla sulla propria pelle. Nessun libro sull’altruismo ti cambia quanto una mattinata passata all’oratorio o in una sede AVIS. Mi rendo conto che molto spesso da parte dei ragazzi della mia età c’è chiusura e scetticismo a riguardo. Il volontariato è percepito come un carico o una perdita di tempo. Credetemi, per cambiare idea basterebbe solo provare!
Il riconoscimento che hai ricevuto non riguarda solo te, ma anche la tua comunità: quanto Lauria e le sue tradizioni hanno inciso nella tua crescita personale e nel tuo impegno sociale?
Sono profondamente legata alla mia terra. Crescere a Lauria significa respirare il profumo delle tradizioni, a cui sento di appartenere tanto da farmi desiderare, tra le altre cose, di mettermi al lavoro per riprendere un’antica festa di quartiere spenta da anni, insieme ad altri giovani della mia contrada. Mi incuriosiscono i racconti dei miei nonni, ricchi di vita e di esperienze maturate. Allo stesso tempo sono consapevole che il percorso di studi mi porterà lontano da Lauria e dalla Basilicata, ma in cuor mio spero di poter tornare. Essere legata alla mia terra significa anche sentire la responsabilità di restituire almeno una parte di ciò che ho ricevuto in termini di affetto, educazione e valori.
In un tempo in cui spesso si parla di individualismo tra i giovani, la tua storia racconta il contrario: cosa diresti a un tuo coetaneo che ancora non ha scoperto il valore del volontariato?
Spesso i miei coetanei hanno solo bisogno di qualcuno che dica loro: “Vieni con me oggi, prova!” Ogni dubbio scompare quando si vede che dietro l’impegno c’è gioia e pienezza dell’animo. Molti hanno paura che il volontariato tolga spazio allo studio o al divertimento. La verità è che ti insegna ad organizzarti meglio, ti dà competenze che a scuola non impari (gestire un imprevisto, parlare in pubblico), ti fa tornare a casa con più energia di quanta ne avessi all’inizio.
Dopo questo importante riconoscimento istituzionale, come immagini il tuo futuro? Pensi che questa esperienza influenzerà le tue scelte di vita e di studio?
Questo premio non è il punto di partenza di una “nuova” persona, ma la conferma che la strada che stavo già percorrendo era quella giusta. Non ho ancora le idee del tutto chiare sul mio futuro, tuttavia c’è una certezza che non cambierà: sarò sempre la ragazza che ama rendersi utile e che crede nel valore della solidarietà. Se le idee sul “cosa” farò sono ancora sfocate, il “come” lo farò è chiarissimo.









































