Neonazismo sul web, blitz della Polizia: coinvolta anche Matera nelle perquisizioni

MATERA — Un diciannovenne italiano residente a Pavia è stato arrestato dalla Polizia di Stato, su disposizione della Procura della Repubblica di Milano, con l’accusa di aver promosso e diretto un gruppo dedito alla propaganda e all’istigazione a delinquere per motivi di odio razziale e religioso.

Per il giovane è stata disposta la misura cautelare degli arresti domiciliari. Secondo gli inquirenti, avrebbe coordinato un sodalizio attivo online, impegnato nella diffusione di contenuti neofascisti, neonazisti e antisemiti, comprendenti anche la minimizzazione della Shoah e l’apologia del genocidio del popolo ebraico.

Contestualmente sono stati eseguiti 14 decreti di perquisizione, su delega delle Procure di Milano — ordinaria e per i Minorenni — nei confronti di altrettanti giovani estremisti, nove dei quali minorenni, residenti in diverse province italiane, tra cui Cagliari, Caserta, Cosenza, Matera, Perugia, Roma, Viterbo, Salerno, Siena e Torino.

L’indagine, condotta dalla sezione Antiterrorismo della Digos della Questura di Milano con il supporto della Digos di Pavia e il coordinamento della Direzione centrale della Polizia di prevenzione, è partita da un’attività di monitoraggio del web negli ambienti dell’estrema destra radicale.

Gli investigatori hanno individuato una chat su una piattaforma di messaggistica, denominata “Terza Posizione”, gestita dall’arrestato e accessibile liberamente. All’interno del gruppo venivano diffusi contenuti di propaganda estremista e, in alcuni casi, elogiati gli autori di attentati di matrice suprematista, come Brenton Tarrant, responsabile della strage del 2019 in Nuova Zelanda.

Tra i materiali rinvenuti anche riferimenti alla cosiddetta “white jihad”, fenomeno che combina elementi dell’estremismo neonazista con quelli del terrorismo jihadista, accomunati da una forte matrice antisemita.

Secondo quanto emerso, il 19enne avrebbe inoltre creato un canale denominato “Centro Studi Terza Posizione” e contribuito alla stesura di un “manifesto” ideologico con contenuti eversivi. L’attività di propaganda, amplificata anche attraverso profili social personali, includeva inviti espliciti a trasferire l’azione nel “mondo reale”, con l’organizzazione di gruppi operativi per compiere azioni violente.

Nel corso delle indagini sono emersi anche episodi concreti riconducibili ad alcuni membri del gruppo, tra cui il caso di un minorenne arrestato nei mesi scorsi per addestramento con finalità di terrorismo.

Gli approfondimenti investigativi hanno inoltre portato alla scoperta di un secondo gruppo online, denominato “Nuova Italia”, con contenuti analoghi e gestito da altri giovani, anch’essi sottoposti a perquisizione. In questo contesto, la Digos di Pescara ha effettuato un controllo nei confronti di un 22enne che sui social aveva mostrato il possesso di armi da fuoco.

Infine, altri ambienti virtuali frequentati da alcuni degli indagati avrebbero ospitato anche contenuti relativi alla fabbricazione di esplosivi, confermando — secondo gli investigatori — il rischio di radicalizzazione e di possibili derive violente tra giovanissimi.

L’operazione si inserisce in un più ampio quadro di contrasto ai fenomeni di estremismo online e radicalizzazione giovanile, monitorati dalle forze dell’ordine su tutto il territorio nazionale.

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