“Noi vogliamo solo il permesso di stare in piedi, nudi, e continuare a essere noi stessi”. La magia dei momenti no di Alison Espach

EDITORIALE – Per parlare di questo romanzo è necessario posare dapprima lo sguardo sul titolo e sulla copertina dell’edizione italiana, rimanendone attratti e coinvolti per la distanza emotiva tra due braccia che annunciano festeggiamenti e che, al tempo stesso, paventano che qualcuno stia affogando; subito dopo ci si può soffermare sul titolo originale The Wedding People che ci conduce, immediatamente, nell’ambientazione: un matrimonio lussuoso con persone felici, almeno apparentemente.

Ma se il matrimonio risulta essere la cornice perfetta, la protagonista, Phoebe, si è appena separata dal marito, emotivamente è distrutta e ha deciso di regalarsi una notte in un lussuoso hotel a Newport. Non solo. Questa location meravigliosa è il luogo in cui, da una parte, l’ereditiera Lila ha organizzato una settimana di festeggiamenti per le sue nozze, dal valore di un milione di dollari, e dall’altra è il luogo che Phoebe ritiene giusto per un gesto estremo: il suo suicidio. Matrimonio e separazione. Suicidio e festa. Nello stesso posto.

È Phoebe a dettare il tempo al romanzo: ironica, fragile, sarcastica e incredibilmente umana, piena di paure e contraddizioni; il lettore riesce facilmente a empatizzare con lei, affrontando i suoi momenti di smarrimento. Il cuore della narrazione, col passare delle pagine, diventa il rapporto tra Phoebe e Lila: due sconosciute, due donne apparentemente molto diverse. Ma è proprio grazie a Lila che Phoebe inizia a guardare sé stessa e la propria vita con occhi diversi. Un incontro inaspettato, un legame che si solidifica attraverso conversazioni sincere, in grado di riportare Phoebe, una persona emotivamente svuotata e senza prospettive, verso la vita. Sullo sfondo, il contrasto tra l’apparente perfezione del matrimonio e il rumore interiore dei personaggi, i loro dubbi, le loro vite imperfette.

Quello di Alison Espach è un romanzo delicato e profondamente umano, una storia di rinascita personale, che invita a liberarsi della perfezione superficiali, ripercorrendo, in parte, la filosofia giapponese del wabi-sabi.

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