Riceviamo e pubblichiamo la nota di “Lagonegrese Possibile”
La gravità della situazione che stiamo vivendo, a Lagonegro in particolare, è figlia legittima della modalità con cui il governo della Basilicata sta affrontando la tragedia del Covid, improntata su approssimazione, superficialità, incapacità di anticipare le criticità, assenza di coordinamento e, soprattutto, presunzione e mancanza di umiltà, generate dalla inconsapevolezza e dal misconoscimento dei problemi.
Come in un triste avanspettacolo di terzo ordine si avvicendano sul palcoscenico personaggi improbabili, come il santino nell’edicola, il responsabile della cultura che svillaneggia quei pochi che la producono nella nostra povera regione, il coprotagonista che, a seconda dell’ora, diventa più o meno spiritoso, insieme a comparse che, in seconda fila, scalpitano per affermare la propria esistenza. Il risultato di questa triste esibizione è sotto gli occhi di tutti coloro che hanno deciso di utilizzare la mascherina in modo corretto, coprendosi il naso e la bocca e non i bulbi oculari. Ma, intanto, la Basilicata assurge agli “onori” della cronaca nazionale per essere l’unica regione in controtendenza, in un quadro complessivo di sensibile miglioramento della situazione epidemiologica.
Già dalle prime settimane dell’epidemia, abbiamo denunciato queste criticità e abbiamo suggerito azioni preventive che avrebbero visto più pronta la nostra Regione all’arrivo della cosiddetta seconda ondata. Proposte di buon senso, di fronte alle quali hanno fatto spallucce, affermando con boriosa sicumera che la nostra era una regione virtuosa, attribuendosi il merito di una scarsità di casi, dovuta invece soltanto alla contingenza favorevole e al prolungato lockdown nazionale.
Niente è stato fatto! Si sono accumulati ritardi su ritardi, rispetto a problematiche particolarmente importanti quali l’individuazione degli ospedali Covid, la messa in sicurezza dei pronto soccorso degli ospedali di zona, la individuazione delle strutture in cui ricoverare i paucisintomatici o i malati di Covid non più bisognevoli di ospedalizzazione, o gli asintomatici che, per situazioni logistiche, non potevano fare l’isolamento presso le proprie abitazioni.
E, ancora, la assenza di protocolli certi, l’incapacità di far colloquiare fra di loro importanti attori quali scuola, medici di famiglia e pediatri di libera scelta, ospedale, territorio, amministrazioni comunali, organizzazioni di volontariato, sindacati e cittadini; la duplicazione della cabina di regia, frutto del maldestro tentativo di marcare un’inefficienza con un’altra inefficienza; la mancata messa in sicurezza delle case di riposo che, nella prima ondata, avevano rappresentato, nel nord e non solo, una delle maggiori criticità; la assenza di strategia sul tracciamento; l’abbandono dei Sindaci che si sono trovati soli, faccia a faccia con il dilagare del virus; l’incomprensibile ritardo dell’arrivo del vaccino antiinfluenzale per le categorie a rischio, tutto ciò dopo le roboanti rassicurazioni dell’assessore Leone…e tanto altro ancora.
Nella nostra Lagonegro, si aggiunge l’aggravante di una amministrazione che si sta comportando come farebbe un adolescente di fronte ad un videogioco, affrontando le criticità a colpi di alabarde spaziali e resettando tutto ciò che non conviene, nel tentativo di trasformare il paese in una sorta di Truman show: un’allegra brigata” diretta da pecorecci aspiranti Christof in salsa lucana.
Ma la situazione è troppo seria per affrontarla come se fosse un videogame: siamo nel mondo reale e le attuali condizioni presuppongono serietà, competenza e senso della misura, trasparenza ed informazione continua e puntuale, con il più largo coinvolgimento possibile.
- I colpevoli ritardi registrati sul focolaio della casa di riposo sorriso V;
- la scarsità di informazioni rapide e certe su una struttura, è vero, privata, ma nella quale il contagio ha riguardato tutti, ospiti e operatori, nella quale i lavoratori contagiati hanno dovuto continuare a lavorare e nella quale sono morte 5 persone;
- la percezione di un tentativo di mettere la polvere sotto il tappeto riguardo a troppe evenienze;
- la assoluta parzialità e opacità nell’utilizzo dei tamponi rapidi, donati, a quanto si legge sulla pagina ufficiale fb del Comune, dal Consigliere Regionale Piro all’amministrazione comunale, e, quindi, a tutti i cittadini, e fatti, per la maggior parte, agli amici degli amici;
- l’assoluto disprezzo per la tutela della privacy registrato da numerosi episodi, che fanno emergere l’avvenuto accesso alla piattaforma regionale da parte di persone non autorizzate;
tutti questi elementi non aiutano a costruire quella importante alleanza fra cittadini ed istituzione, fondamentale in questo momento storico.
La somministrazione dei tamponi, come viene effettuata nella nostra città, nella attuale contingenza, risulta sostanzialmente poco efficace, se non dannosa, se ad essa non si non si affianca una strategia che limiti i contatti, tenuto anche conto del serio problema rappresentato dai lunghi tempi necessari per ottenere il risultato di questi esami diagnostici.
Nel contempo non si assiste ad una importante campagna di sensibilizzazione ed informazione della popolazione che favorisca il permanere cautelativo a casa delle persone che hanno avuto contatti con persone positive e che faccia convergere, nella piattaforma regionale, la maggior parte dei risultati dei tamponi effettuati nei laboratori privati, anche fuori regione.
Pensare di eliminare l’acqua che rigurgita abbondante da una falla in fondo ad uno scafo utilizzando un ditale da cucito è palesemente folle, ma è quello che si sta facendo con il tentativo di tracciamento con i tamponi, effettuati sulla cosiddetta popolazione a rischio.
Ormai il tracciamento è saltato e l’unica possibilità che abbiamo per evitare la catastrofe, nel nostro paese, è quella di operare uno screening di massa su tutta la popolazione, grazie all’utilizzo dei tamponi antigenici rapidi, sulla falsariga di quanto si sta facendo in comuni vicini e con quanto, tardivamente, progettato dalla giunta regionale, partendo, incomprensibilmente, soltanto dalle città di Potenza e Matera. A questa iniziativa dovrebbe accompagnarsi, naturalmente, un temporaneo lockdown del paese, con chiusura degli esercizi commerciali e delle scuole di ogni ordine e grado per il tempo necessario per la effettuazione di tutto il progetto di screening. Senza tali misure è folle pensare di poter continuare a tenere aperte le scuole per l’infanzia e pensare di riaprire le altre scuole.
Siamo preoccupati e allarmati e siamo convinti che dobbiamo in tutti i modi evitare un duello con il virus… né, tantomeno, commettere l’errore di rincorrere gli eventi: ne usciremmo drammaticamente sconfitti!
Dobbiamo e possiamo agire con una strategia di ampio respiro che, partendo dal fondamentale coinvolgimento attivo dei cittadini, permetta l’identificazione, nel più breve tempo possibile, della maggior parte delle persone positive, limitando, nel contempo, al massimo, i contatti. ED È QUESTO CHE VI CHIEDIAMO DI FARE!








































