Nota degli Avvocati Leonasi e Iannibelli su dimissioni del Presidente dell’ordine Cappelli

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO una nota a firma degli Avvocati Giovanni Leonasi e della Collega Consigliera dell’Ordine degli Avvocati di Lagonegro,l’ Avv. Maria Pia lannibelli, nella quale si dà riferimento alla decadenza. su loro ricorso (fra gli altri colleghi) dell’Avv. Gerardo Cappelli che ha “illegittimamente ricoperto la carica di Presidente del Consiglio stesso per aver svolto più di due mandati consecutivi (violando la legge Professionale Forense)” .

LAGONEGRO (PZ) – Ebbene sì, è accaduto: si è dimesso il Presidente dell’Ordine degli Avvocati del Foro di Lagonegro. Tanto proprio perché l’ Avv. Gerardo Cappelli, che ci ha rappresentato per circa due anni nelle sedi istituzionali alla guida dell’Ordine, non poteva e non doveva farlo in quanto una chiara legge dello Stato glielo vietava.

L’Avv. Cappelli. ciò nonostante, (forte di 11 anni di consiliature ininterrotte) si è candidato ed ha capeggiato una lista che comprendeva anche altri due colleghi incandidabili anch’essi (non eletti), riuscendo così ad accaparrarsi (proprio grazie a quella rendita di posizione che la legge ha inteso annientare) otto degli undici seggi consiliari.

Successivamente, la “minoranza” rappresentata anche da chi vi scrive è stata fin dal primo atto ufficiale:

I) desautorata (con mancata assegnazione di deleghe in ogni settore / Commissione d’azione consiliare);

2) ammutolita (è stata annientata la possibilità di  affrontare  qualsiasi argomento che non fosse previsto nelle sedute consiliari, attraverso il mancato e sistematico inserimento nell’ordine del giorno della voce “varie ed eventuali”);

3) delegittimata (attraverso la pubblicazione al Foro di corrispondenza interna fra i rappresentanti della minoranza e il medesimo “Presidente”, il quale, poi, a seguito di ciò ha dovuto pagare il caro prezzo di una  sanzione pecuniaria che il Garante della Privacy gli ha inflitto).

Tutto ciò perchè gli scriventi, unitamente al collega Eugenio Di Bisceglie ed altri (anche con il sostegno morale e giuridico di molti colleghi) – forti della propria autonomia – hanno dal primo momento impugnato le operazioni di voto (Ricorso al C.N.F. n. 22/2019) ottenendo, poi. in Cassazione (SS.UU. n. 1260 I /2021) definitiva ragione sulla illegittimità deli’ex   Presidente Cappelli il quale. anche dopo che la Corte di Cassazione, 4 mesi orsono circa. si era pronunziata (ultimo grado di giudizio), ha continuato imperterrito a ricoprire quella carica  illegittimamente  fino a quando il 13 ottobre scorso (a soli otto giorni dalla udienza del procedimento  in  riassunzione davanti al CNF che avrebbe dovuto recepire il principio di diritto sulla giudicata violazione del divieto del doppio mandato) si è silenziosamente dimesso.

Giova a questo punto ricordare che in tutta Italia numerosi altri consiglieri e presidenti di altri Ordini forensi si erano arresi all’evidenza della norma e delle prime sentenze ad essi sfavorevoli dimettendosi ben prima e non certo alla vigilia della destituzione d’Autorità (allo che avrebbe oltremodo leso il prestigio della carica e la onorabilità di chi la ricopriva).

L’Avv. Cappelli, evidentemente. deve aver confuso il concetto della rappresentanza della professione con la professionalità della rappresentanza, costringendoci – per la prima volta nella storia del nostro prestigioso Foro rinnovato nei numeri e nelle energie in seguito ali’ accorpamento con quello altrettanto prestigioso di Sala Consilina – a dover interessare gli alti vertici di autogoverno forense e di giustizia civile per invalidare un risultato elettorale contrario alla legge professionale ed ai suoi princìpi ispiratori.

Non basteranno, ora, dimissioni, rimpasti nel Consiglio o altro per riparare il gravissimo danno che una parte del nostro Foro ha dovuto subire a causa di cotanto inquinamento dell’ultima tornata elettorale.

Il miglior ristoro, per adesso, sarà dare corso al mandato ricevuto dall’Assemblea e portarlo a termine con lo stesso entusiasmo, certamente rinnovato, e con lo stesso impegno”.