Ognuno di noi può e deve fare la sua parte, prendersi cura dei luoghi. Parla Angelica Cappiello, Presidente Pro Loco Rapone

A pochi mesi dall’estate e con una campagna vaccinale che si spera possa restituirci gradualmente la nostra normalità, è inevitabile iniziare a guardare alla prossima stagione turistica lucana, a partire dai suoi borghi e territori. Al concetto di Basilicata en plein air , voluto e lanciato dall’APT e dal suo DG Nicoletti, che rappresenta ottimamente tutto il quadro delle opportunità che il viaggiatore può esperire in questa nostra regione, noi continuiamo ad affiancare quell’ostinata idea di #luogoideale sulla quale ci siamo già espressi e che continueremo a portare avanti. Ed è riprendendo la buona partica del confronto, del dialogo e della costruzione della comunità che abbiamo chiesto alla neo Presidente della Pro Loco di Rapone, Angelica Cappiello, di raccontarci le sfide e le bellezze che è chiamata a promuovere e divulgare.

Occuparsi di promozione turistica, farlo in un piccolo borgo, è una sfida o una missione?
A mio modesto parere la promozione turistica di un territorio passa dalla partecipazione e dal coinvolgimento delle persone. Una piccola comunità come la nostra, attraversata da storia e tradizioni, deve trovare la forza di autopromuoversi tramite la capacità di unirsi e fare rete, coinvolgendo sia le persone che animano il nostro paese che i raponesi sparsi per il mondo. In questo modo, ognuno di noi, si sentirebbe parte integrante di un nuovo processo di partecipazione attiva e quindi “promotore” della nostra cultura, delle nostre tradizioni, delle nostre ricchezze storico-paesaggistiche. Pertanto più che sfida o missione, parlerei di consapevolezza ovvero della possibilità per ognuno di noi di essere il portavoce delle bellezze di Rapone. Ecco dovremmo diventare fieri e consapevoli di ciò che Rapone potrebbe offrire a tutti noi e a chi arriva per la prima volta nella nostra comunità. Ognuno di noi può e deve fare la sua parte, prendersi cura dei luoghi, essere cittadino attivo e attento, perché è proprio nei piccoli paesi, come Rapone, che ogni singola persona può fare la differenza e creare valore aggiunto.
Inoltre, grazie al digitale, anche il nostro piccolo paese è aperto agli occhi del mondo. In quest’ottica, con la Pro Loco abbiamo aderito, tra i primi comuni in Basilicata, al progetto “Patrimonio Digitale” un progetto di valorizzazione e divulgazione del patrimonio comunale realizzato attraverso il supporto della tecnologia 3D e la creazione di tour virtuali interamente fruibili da remoto.

Da dove inizia il racconto di Rapone?
Rapone è un piccolo paese di mille anime situato al nord della Basilicata. Confina con i Comuni di San Fele, Castelgrande, Pescopagano, Ruvo del Monte e Calitri, paese Irpino ricadente nella provincia di Avellino. La leggenda vuole che fondatore di Rapone sia stato il guerriero Rapo che combatté nella guerra tra il Troiano Enea e Turno re dei Rutuli (popolazione italica preromana) citato dal poeta Virgilio nell’Eneide. A testimonianza di tale tesi anche nello stemma del Comune di Rapone, scolpito in pietra e incastonato sul fronte della fontana pubblica, è riportato parte del libro X dell’Eneide, il c.d. Libro di Pallante: “ ..Obtruncat…Perteniumque Rapo et Praedurum Viribus Orsen..” (A due tolse la vita Rapo a Partenio e al gagliardo Orsone).

Quale storia racconta al meglio la sua geografia?
Ciò che descrive al meglio Rapone per me è la Bellezza dei suoi paesaggi, dei boschi e della natura incontaminata, del suo affascinante centro storico, degli scorci incantevoli, degli antichi portali. Mi piace soffermarmi a guardare e ad ammirare ogni piccolo dettaglio, come il silenzio, gli alberi, i colori, il cielo. Ciò che rende unico il nostro paese sono anche la genuinità dei rapporti umani. Una popolazione umile e ospitale, molto legata alle proprie tradizioni.

Ci avviamo verso una nuova possibile primavera di rinascita turistica. Al viaggiatore che deciderà di fare tappa a Rapone quali esperienze proponi di fare?
La base è già tracciata grazie all’ottimo lavoro fatto nei mesi scorsi che ha consentito la pubblicazione del tour virtuale di Rapone sul sito patrimoniodigitale.it. Questa, infatti, potrebbe essere la bussola che da un lato dovrà guidare la curiosità del turista, mentre dall’altro servirà ad indicarci la strada da intraprendere. Si potrebbero individuare dei percorsi esperienziali capaci di “accompagnare” il turista in micro-itinerari giornalieri attraverso percorsi storico-culturali in cui raccontare il nostro patrimonio culturale e religioso, percorsi architettonico-paesaggistici in cui esplorare le bellezze del centro storico oltreché i colori e i profumi dei boschi e delle immense distese di verde che circondano il territorio, e percorsi enogastronomici capaci di raccontare e far assaporare le tradizioni e le pietanze di un tempo. Ecco abbiamo l’occasione di cogliere le opportunità che un evento tragico, quale quello della pandemia, ci ha lasciato. Infatti ben presto le persone torneranno a viaggiare e lo faranno con una maggiore voglia di scoprire e una migliore capacità digitale, pertanto dovremmo essere bravi a collaborare e a sostenerci l’un l’altro, unendo tradizione, innovazione e consapevolezza delle potenzialità che il nostro territorio e la nostra storia, possono offrire al visitatore. Sarà anche importante avviare percorsi turistici in sinergia con i paesi limitrofi, in particolare con le Cascate di San Fele, il Museo Civico Archeologico di Ruvo del Monte e l’Osservatorio Astronomico di Castelgrande. Vorrei concludere con un appello: Rapone Esiste ed è bellissimo, Veniteci!