Operazione della Guardia di Finanza coordinata dalla Procura di Lagonegro: sequestro da 1,5 milioni di euro nel Golfo di Policastro

LAGONEGRO (PZ) – Sei fabbricati in corso di costruzione, destinati a ospitare oltre quindici unità abitative, sono stati sequestrati dai Finanzieri della Sezione di Polizia Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Lagonegro, con il supporto della Compagnia della Guardia di Finanza di Lauria, e dai Carabinieri nell’ambito di un’inchiesta per presunta lottizzazione abusiva e falso. Il valore complessivo degli immobili, una volta completati, supera il milione e mezzo di euro.

Il provvedimento, emesso dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Lagonegro il 4 giugno scorso, è stato eseguito nella mattinata odierna dal personale della Guardia di Finanza e dai militari del Reparto Carabinieri Forestali di Vallo della Lucania – Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, con il supporto della Stazione Carabinieri di Vibonati.

Il sequestro riguarda un complesso edilizio in fase di realizzazione in località Isca dei Macelli, nella frazione di Policastro Bussentino del Comune di Santa Marina, nel Salernitano.

L’attività investigativa, coordinata dalla Procura di Lagonegro, trae origine da un incarico peritale finalizzato all’individuazione delle aree agricole del territorio comunale che avrebbero perso il carattere di ruralità in contrasto con gli strumenti urbanistici vigenti.

Secondo quanto emerso dalle indagini, gli investigatori avrebbero accertato una presunta operazione di trasformazione urbanistica di carattere speculativo su un’area di circa 24 mila metri quadrati classificata dal Piano regolatore come “zona agricola E”.

L’ipotesi accusatoria contesta una lottizzazione abusiva cosiddetta “mista”, sviluppata attraverso un articolato percorso che avrebbe previsto il frazionamento catastale delle particelle originarie in 18 lotti ritenuti incompatibili con la destinazione agricola dell’area, la successiva vendita dei terreni mediante una serie di atti di compravendita stipulati tra il 2008 e il 2023 e, infine, l’edificazione attraverso permessi di costruire che gli inquirenti ritengono viziati fin dall’origine.

Al centro dell’inchiesta vi sarebbero presunte false attestazioni tecniche relative alla classificazione urbanistica dei terreni, circostanza che ha portato alla contestazione dei reati di lottizzazione abusiva, falsità ideologica commessa da privato in atto pubblico e falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici.

Le indagini proseguono per accertare eventuali ulteriori responsabilità e definire tutti gli aspetti della vicenda.

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