PALAZZO SAN GERVASIO (PZ) – Nuovi disordini nel Centro di permanenza per i rimpatri di Palazzo San Gervasio, dove nelle scorse ore è morto un giovane tunisino di 32 anni, precipitato, secondo quanto si apprende, dal tetto della struttura.
Sulla dinamica dell’accaduto sono in corso le indagini della Polizia di Stato, chiamata ad accertare se la caduta sia stata conseguenza di un gesto volontario oppure di un incidente. Secondo le prime informazioni, il 32enne nelle ultime settimane avrebbe manifestato problemi di natura psichica.
La morte del giovane avrebbe innescato la protesta di alcuni ospiti del Centro. Nel corso dei disordini sarebbero stati appiccati diversi incendi, che hanno interessato e danneggiato numerosi moduli interni al Cpr. Alcuni dei trattenuti coinvolti nelle proteste sono stati arrestati.
Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco per le operazioni di spegnimento e messa in sicurezza, oltre all’eliambulanza e ai sanitari del 118 provenienti da Matera.
A seguito di quanto accaduto si è immediatamente attivata anche Carmen D’Anzi, garante provinciale di Potenza delle persone private della libertà personale, con l’obiettivo di raggiungere la struttura e verificare le condizioni degli altri trattenuti. Alla garante, tuttavia, non sarebbe stato consentito l’accesso al Centro.
D’Anzi ha quindi informato dell’accaduto il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, Riccardo Turrini Vita.
Restano in corso gli accertamenti per ricostruire nel dettaglio sia le circostanze della morte del 32enne sia quanto avvenuto successivamente all’interno del Cpr.
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