Parchi lucani, il Consiglio interviene: dimissioni e commissario al Vulture e riforma per Gallipoli Cognato

POTENZA – Seduta pomeridiana del Consiglio regionale della Basilicata dedicata al sistema delle aree protette lucane, tra presa d’atto di dimissioni, nomine commissariali e aggiornamento della normativa sui Parchi regionali.
L’Aula, presieduta dalla vicepresidente Maddalena Fazzari, ha innanzitutto approvato a maggioranza l’Atto amministrativo n. 144/2026 (D.G.R. n. 674 del 3 novembre 2025), relativo alla legge regionale n. 28/2017 istitutiva del Parco Naturale Regionale del Vulture. Il provvedimento ha preso atto delle dimissioni della presidente dell’Ente, Francesca Di Lucchio, e avviato l’iter per lo scioglimento del Consiglio direttivo, in applicazione delle norme regionali e statutarie vigenti.
In questa fase transitoria, sarà un Commissario straordinario, nominato dal Presidente della Giunta regionale, a garantire la gestione dell’Ente fino alla ricostituzione degli organi ordinari. L’obiettivo indicato nel provvedimento è quello di assicurare continuità amministrativa e allineare il funzionamento del Parco del Vulture a quello degli altri Parchi regionali lucani.
Parallelamente, il Consiglio ha approvato all’unanimità la proposta di legge n. 87/2025, riguardante l’Ente Parco Naturale Regionale Gallipoli Cognato Piccole Dolomiti Lucane, su iniziativa dei consiglieri Tataranno e Fanelli. La riforma interviene su più livelli per aggiornare e armonizzare la normativa esistente.
Tra le principali novità, la ridefinizione della perimetrazione del Parco sulla base del Piano approvato nel 2019: esclusa una porzione di circa 270 ettari nel territorio di Castelmezzano e inclusa un’area di circa 72 ettari nel Comune di Cirigliano, ricadente nella Zona Speciale di Conservazione “Bosco di Montepiano”.
Sul piano della governance, viene modificata la procedura di nomina del Presidente dell’Ente, che sarà scelto dal Consiglio regionale all’interno di una rosa di cinque nominativi indicati dalla Comunità del Parco, privilegiando competenze ed esperienza in materia ambientale e conoscenza del territorio. La riforma punta a rafforzare la rappresentanza territoriale e a uniformare le regole tra i diversi Parchi lucani.
Rivista anche la composizione della Comunità del Parco, con l’eliminazione del riferimento alle Comunità montane ormai soppresse, e introdotto un sistema di incompatibilità per gli incarichi negli organi dell’Ente, al fine di garantire maggiore autonomia e trasparenza.
Infine, viene fissata in cinque anni la durata degli organi, in linea con quanto già previsto per gli altri Parchi regionali, nell’ottica di una maggiore omogeneità istituzionale.
Nel corso del dibattito è intervenuto il consigliere Cifarelli, che ha proposto alcuni emendamenti condivisi con i capigruppo, contribuendo alla definizione del testo approvato.
L’intervento complessivo si inserisce in un più ampio percorso di razionalizzazione della normativa regionale sulle aree protette, con l’obiettivo di rafforzarne l’efficacia gestionale e il legame con i territori.

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