Parco del Vulture, interrogazione del consigliere Bufano (PD): “Serve chiarezza”. Michele Giordano (M5S): “Ricostruita tutta la vicenda, ora serve responsabilità istituzionale”

Nella seduta odierna del Consiglio provinciale, il consigliere Enzo Bufano ha presentato un’interrogazione orale volta a fare chiarezza sulla complessa vicenda che, ormai da mesi, coinvolge la governance del Parco Naturale Regionale del Vulture, istituito nel 2017.

Bufano ha chiesto conto del ruolo della Provincia di Potenza, ente che partecipa alla Comunità del Parco, alla luce delle recenti dimissioni di cinque membri del Consiglio Direttivo e del conseguente stallo istituzionale che interessa l’Ente.

Il Presidente Christian Giordano, ha rivendicato la presenza della Provincia di Potenza nell’Ente Parco e la necessità di uscire dall’impasse istituzionale.

A rispondere nel merito della vicenda è stato il consigliere delegato e rappresentante della Provincia nella Comunità del Parco, Michele Giordano, che ha ricostruito in aula tutte le fasi evolutive del Parco, a partire dall’istituzione nel 2017 con la Legge Regionale n. 28, nata con l’intento di tutelare un patrimonio ambientale unico e di promuovere uno sviluppo sostenibile nel territorio del Vulture, attraverso una Governance fatta di competenze e ambizione, anche dopo una lunga fase di dialogo fatta in passato nei Comuni, tra cittadini, associazioni e istituzioni.

Giordano ha ricordato che:

“Il Parco è stato per lungo tempo commissariato. Solo nel 2020 si è avviato il primo tentativo di nomina del Presidente, ma una serie di errori procedurali e contrapposizioni politiche – tra cui la proposta iniziale da parte dei sindaci di candidare sé stessi – ha determinato un grave ritardo. Dopo un primo presidente decaduto per decisione del TAR, solo nel settembre 2023 si è giunti all’elezione condivisa dell’attuale Presidente, Francesca Di Lucchio.”

Tuttavia, ha sottolineato Giordano, la composizione del Consiglio Direttivo da parte degli stessi sindaci ha di fatto svuotato il senso tecnico e partecipativo della Comunità del Parco, rallentando l’operatività dell’Ente. Sono infatti rimasti inattuati o solo parzialmente avviati atti fondamentali come il Piano del Parco e le attività di promozione e sviluppo del territorio.

A giugno 2025, cinque membri del Direttivo si sono dimessi formalmente, motivando il gesto con la totale assenza di collegialità e trasparenza. Uno dei dimissionari ha in seguito “congelato” la propria decisione, ma secondo l’art. 19 dello Statuto dell’Ente, con la dimissione della maggioranza dei membri il Direttivo risulterebbe comunque decaduto.

Giordano ha quindi chiarito:

“Siamo in una fase di impasse istituzionale, con interpretazioni contrastanti tra chi sostiene la piena operatività del Direttivo e chi, come i sindaci dimissionari, ne rivendica la decadenza. La Regione Basilicata non ha ancora fornito un parere definitivo e la governance è oggi paralizzata”.

In chiusura, il consigliere Giordano, condividendo le indicazioni dell’interrogazione di Bufano ha annunciato le proposte della Provincia per uscire dallo stallo:
1. Richiesta urgente alla Regione di un parere legale sulla validità degli organi del Parco;
3. Valutazione di una gestione commissariale breve, in caso di accertata decadenza;
4. Rilancio del Parco come ente realmente partecipato e competente, a servizio del territorio.

È emerso, dal dibattito complessivo, che il Parco del Vulture non può più restare fermo. Serve responsabilità istituzionale e la volontà politica di uscire dalla logica delle appartenenze per restituire ai cittadini un ente efficace, trasparente e utile allo sviluppo sostenibile del Vulture.”
In caso contrario, se ciò non avviene nel breve periodo, almeno nelle intenzioni, non ha più senso farne parte come Provincia.

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