LAURIA (PZ) – Un’idea coltivata nel tempo che prende forma e supera le aspettative. Con questo spirito si è svolta, dall’11 al 13 dicembre, la prima edizione del Festival del Libro “Parole in gioco”, ospitata presso il Centro di Aggregazione Sociale A. Scaldaferri, confermandosi come un appuntamento culturale capace di unire incontro, crescita e condivisione.
Protagonisti del festival sono stati scrittori e scrittrici delle sezioni narrativa, storia e poesia, che hanno animato momenti di confronto aperto e partecipato. Dopo brevi presentazioni, gli autori, guidati con sensibilità e competenza da Gianluca Caporaso, hanno dialogato sui contenuti delle proprie opere, rendendo la letteratura accessibile e viva per il pubblico.
Accanto agli incontri letterari, spazi dedicati hanno ospitato laboratori creativi condotti da esperti, offrendo ulteriori occasioni di espressione e scoperta. Particolare attenzione è stata riservata ai più piccoli: lo spazio “Nati per leggere” ha accolto numerosi bambini, ribadendo l’importanza di avvicinare alla lettura fin dalla prima infanzia.

La serata conclusiva ha avuto un forte impatto emotivo. L’arrivo del camper di Babbo Natale, giunto da Rionero in Vulture, ha incantato i più piccoli, raccogliendo i loro desideri e distribuendo un opuscolo contenente una storia scritta appositamente per l’evento, destinata a viaggiare nei comuni della Basilicata. A chiudere il festival, un concerto musicale intenso e coinvolgente, eseguito da tre musiciste, che ha suggellato l’esperienza culturale.
L’atmosfera accogliente e armoniosa ha accompagnato la partecipazione di un pubblico numeroso, dimostrando come anche nei piccoli centri sia possibile realizzare iniziative di qualità, capaci di coniugare partecipazione e valore culturale. Questa prima edizione non rappresenta un traguardo, ma l’avvio di un percorso che guarda al futuro con entusiasmo e consapevolezza.
Un ringraziamento sentito va alle associazioni partner e a tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita del festival, credendo nel progetto e lavorando con dedizione, spesso dietro le quinte. È attraverso il lavoro di rete e la condivisione degli obiettivi che la cultura diventa patrimonio vivo di una comunità.









































