Petrolio, Araneo e Verri (M5S): «Bardi venga in Aula a chiarire gli effetti del decreto»

POTENZA – Un Consiglio regionale straordinario per discutere degli effetti sulla Basilicata del nuovo decreto in materia di attività energetiche strategiche. A chiederlo sono le consigliere regionali del Movimento 5 Stelle Alessia Araneo e Viviana Verri, che tornano a sollecitare il presidente della Regione, Vito Bardi, a riferire in Aula.

Il riferimento è al decreto-legge 10 settembre 2026, n. 157, con il quale il Governo ha introdotto, tra le altre misure, disposizioni finalizzate ad accelerare i procedimenti relativi alle infrastrutture e alle attività energetiche strategiche.

Le due esponenti pentastellate criticano la scelta di Bardi di rispondere alle polemiche attraverso la nota congiunta diffusa il 15 settembre insieme al ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin. «Abbiamo chiesto al Presidente della Regione di venire in Consiglio a spiegare alle lucane e ai lucani che cosa cambia con il decreto sul petrolio. Ci ha risposto con un comunicato firmato insieme al Ministro che quel decreto lo ha scritto», affermano Araneo e Verri.

Nella nota, Bardi e Pichetto hanno precisato che i tetti massimi di estrazione previsti per la Val d’Agri e Tempa Rossa restano invariati e vincolanti. Governo e Regione hanno inoltre spiegato che la possibilità di nominare un commissario ad acta è finalizzata ad accelerare le procedure, sostenendo che il ruolo della Regione e le garanzie ambientali restino salvaguardati.

Una lettura che non convince le consigliere del M5S, secondo le quali il punto centrale riguarda proprio i tempi e le modalità con cui vengono assunte le decisioni. Araneo e Verri richiamano la previsione che assegna alla Regione un termine per esprimersi sulle procedure e contestano il possibile ricorso ai poteri sostitutivi in caso di mancata intesa.

Per le consigliere, le rassicurazioni sui limiti estrattivi non sarebbero quindi sufficienti a chiarire le conseguenze del nuovo quadro normativo sull’autonomia decisionale della Basilicata. Da qui la richiesta di un confronto diretto in Consiglio regionale.

Nella nota, Araneo e Verri ripercorrono anche alcune tappe della storia petrolifera lucana, a partire dagli accordi del 1998 per la Val d’Agri e del 2006 per Tempa Rossa, gli stessi richiamati da Bardi e Pichetto. Tornano inoltre sullo sversamento di greggio dal Centro Olio Val d’Agri emerso nel 2017: all’epoca Eni stimò una perdita di circa 400 tonnellate di greggio nel sottosuolo.

Le due consigliere soffermano poi l’attenzione sulle royalties. La nota congiunta di Governo e Regione sostiene che le compensazioni destinate ai territori aumenterebbero proporzionalmente alla produzione effettivamente erogata. Per Araneo e Verri, tuttavia, il tema deve essere inserito in una riflessione più ampia sulle ricadute economiche e sociali delle estrazioni e sulla capacità della Basilicata di tradurre le risorse energetiche in sviluppo duraturo.

Il M5S richiama, in questo contesto, anche il fenomeno dello spopolamento. I dati Istat certificano una riduzione di 3.229 residenti in Basilicata nel 2024 rispetto all’anno precedente, mentre per il 2025 l’Istituto ha stimato per la regione un calo demografico del 9 per mille, il più elevato tra le regioni italiane.

Araneo e Verri fanno riferimento anche alla nuova quota di compartecipazione di 2,50 euro per ricetta sulla farmaceutica convenzionata. La misura, approvata con la DGR 544/2026, entrerà effettivamente in applicazione dal 1° ottobre 2026, mentre settembre è stato destinato agli adempimenti organizzativi e procedurali. Sono previste esenzioni per le categorie individuate dalla normativa.

Le consigliere richiamano inoltre quanto avvenuto nei mesi scorsi in Consiglio regionale rispetto ai permessi di ricerca, sostenendo che il ruolo dell’Assemblea debba essere rafforzato nelle decisioni che riguardano le attività estrattive.

«Il ruolo della Regione non può essere imprescindibile a Roma e trascurabile a Potenza. Se il Presidente crede a quello che ha firmato, lo dimostri in Aula», affermano.

Da qui la conferma della richiesta di una seduta straordinaria del Consiglio regionale. Araneo e Verri chiedono inoltre alla Giunta di portare in Aula gli accordi sottoscritti con le compagnie petrolifere e l’elenco dei procedimenti attualmente pendenti in Basilicata, sollecitando anche l’Avvocatura regionale a valutare l’eventuale lesione delle prerogative della Regione.

Le due consigliere precisano infine che la posizione del Movimento 5 Stelle non punta a una cessazione immediata delle attività estrattive e che deve essere considerato anche il relativo impatto occupazionale.

«Non stiamo chiedendo di spegnere i pozzi domani e siamo assolutamente accorte rispetto all’impatto occupazionale di questo indotto – concludono Araneo e Verri –. Stiamo chiedendo che la Basilicata smetta di essere trattata come un territorio da rassicurare e torni a essere una comunità da ascoltare».

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